A San Casciano arriva Laika, Rossi: “Non danneggia Chianti”

FIRENZE - Taglio del nastro al nuovo stabilimento Laika di San Casciano in Val di Pesa, 30.000 metri
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FIRENZE – Taglio del nastro al nuovo stabilimento Laika di San Casciano in Val di Pesa, 30.000 metri quadri nel fondo valle di Ponte Rotto, 289 dipendenti (altrettanti nell’indotto) e un investimento da 40 milioni. “C’è stato un momento critico, quando nel 2011 furono ritrovati alcuni reperti archeologici- ha ricordato il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi durante la cerimonia con accanto il presidente del consiglio, Matteo Renzi- e lì abbiamo sperimentato un tavolo a cui abbiamo chiamato tutti, dall’azienda ai sindacati, dagli enti locali al Ministero ai beni culturali e le Soprintendenze, che ci ha consentito di trovare le soluzioni più giuste, ragionevoli e equilibrate: non solo per la sistemazione dei reperti ma anche per l’impatto sul paesaggio”. Rossi rivendica la buona pratica. “Così- ha continuato- si sono salvaguardiate e create occasioni di lavoro di qualità che non hanno fatto perdere niente a questa zona del Chianti ma anzi l’hanno valorizzata”.

Rossi si è detto “orgoglioso” di come la Regione abbia utilizzato i fondi europei, anche per lo stabilimento della Laika: “Abbiamo finanziato con tre milioni e mezzo un progetto di innovazione e studio di nuovi prototipi di cui hanno beneficiato insieme all’azienda altre cinque piccole imprese del territorio. E undici camper, dopo quel progetto, sono stati poi donati dalla Laika, l’anno scorso, ad associazioni di volontariato”. Per realizzare un motorcaravan servono cinque giorni di lavoro nel nuovo stabilimento. Costa tra i 70 e i 130.000 euro: ventiquattro diverse fasi di lavorazione, pezzi tagliati da macchine robotizzate ma assemblati a mano da sapienti artigiani con cura certosina. Sono camper per una fascia di consumatori medio-alta. E il governatore parla di formazione non casualmente: “Siamo molto interessati alla formazione per dare ulteriori prospettive di sviluppo e dobbiamo vedere come questo saper fare riusciamo a tramandarlo e riprodurlo per il futuro, interessando i giovani”.

di Diego Giorgi, giornalista professionista

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