VIDEO | Porto Gioia Tauro, Perrone (Cisl): “Sia priorità per l’Italia”

porto gioia tauro
"Crediamo che l'area dello Stretto possa conurbare le due città di Reggio Calabria e Messina, intanto attraverso i loro porti e poi con gli aspetti legati alla conoscenza", dichiara alla Dire la segretaria generale Cisl Reggio Calabria
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REGGIO CALABRIA – “Dopo l’avvio del gateway ferroviario del porto di Gioia Tauro si apre la partita relativa all’attività complessiva dell’intera area, quindi tutto quello che riguarda il retroporto e lo sviluppo di una infrastruttura importantissima per l’area del Mediterraneo, incastonato nel progetto Zes. Su questo ultimo provvedimento non abbiamo notizie confortanti, per cui occorrerà interloquire meglio in questa direzione per costruire un progetto serio. Servirà farlo velocemente per dare fiato ad territorio proteso sul Mediterraneo”. Così alla Dire la segretaria generale della Cisl di Reggio Calabria Rosi Perrone per la quale il porto di Gioia Tauro “resta una priorità per l’Italia, nel momento in cui il governo decide di fare una scelta di sviluppo per il territorio calabrese, reggino e del Sud”. “Su questo – argomenta – occorre un investimento serio, con una progettualita’ concreta, con uno sviluppo della ricerca e innovazione, che veda il Sud, la Calabria e la Città metropolitana di Reggio Calabria come un traino per l’area del Mediterraneo e da trade union tra Europa e il Mediterraneo”.

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PERRONE: “PORTI E UNIVERSITÀ PER CONURBARE REGGIO E MESSINA”

Crediamo che l’area dello Stretto possa conurbare le due città di Reggio Calabria e Messina, intanto attraverso i loro porti e poi con gli aspetti legati alla conoscenza”. Per la segretaria generale questo si renderà possibile, infatti, ponendo l’attenzione anche al “ruolo delle università che possono lavorare tra di loro, intersecando le loro progettualità in ricerca per creare poli di innovazione sul territorio e costruire delle realtà significative per attività lavorative ormai nuove e sempre più proiettate al futuro: dall’intelligenza artificiale, all’industria 4.0″. “Occorre quindi – conclude – che questo territorio si organizzi attraverso la formazione per creare delle realtà concrete affinché si possa davvero lavorare qui”. 

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