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Orrore ad Agrigento, anziani torturati e postati sui social: tre fermi

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Hanno 24, 27 e 37 anni i presunti responsabili di minacce, violenze e sevizie ai danni di tre anziani. Per gli investigatori i tre uomi avrebbero agito con una "cattiveria ingiustificata"
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PALERMO – Tortura e sequestro di persona. Queste le accuse più gravi ipotizzate nei confronti di tre uomini di Licata (Agrigento) considerati responsabili di minacce, violenze e sevizie ai danni di tre anziani. I tre sono stati fermati per ordine della procura di Agrigento, guidata da Luigi Patronaggio: si tratta di un 27enne, di un 24enne e di un 37enne, tutti al momento nel carcere di Agrigento. Le azioni dei tre sono state riprese con cellulari in alcuni video condivisi poi su diversi social network: tutto ciò ha consentito ai carabinieri di Licata di avviare le indagini “attribuendo – spiegano i militari – precise e puntuali responsabilità ai singoli appartenenti al ‘branco’ che si divertiva a colpire e vessare soggetti deboli e di minorata difesa”.

Gli investigatori parlano di una “cattiveria ingiustificata” che emergerebbe dai video e di una “cultura sbagliata di considerare l’altro meno forte, uno scarto da colpire e da ridicolizzare fino al punto di divenire oggetto di comportamenti disumani e degradanti al solo fine di ottenere qualche like in più”. Oltre ai fermi, sono state effettuate diverse perquisizioni per risalire all’identificazione dell’intero gruppo e acquisire ulteriori prove. Una delle vittime, secondo quanto raccontano gli inquirenti, è stata derisa e legata in pieno giorno e in pieno centro con del nastro adesivo e lasciata sul marciapiedi nell’indifferenza collettiva. Le vittime venivano puntualmente minacciate con l’obiettivo di intimorirle e non farle parlare. 

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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