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Basilicata, reati contro pubblica amministrazione: in manette anche funzionario della Regione

Dalle indagini è emersa l'esistenza di un "sodalizio criminoso", composto da cinque soggetti con lo scopo di vanificare, a proprio vantaggio, le finalità della legge sull'imprenditorialità giovanile in agricoltura
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POTENZA – Vi sono anche un funzionario Ismea e un funzionario del dipartimento Agricoltura della Regione Basilicata tra le 11 persone arrestate questa mattina dalla guardia di finanza di Matera nell’ambito delle indagini portate avanti dalla procura. Le accuse sono di associazione a delinquere finalizzata alla truffa nei confronti dello Stato, corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio, riciclaggio, autoriciclaggio, ricettazione, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atto pubblico, falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, favoreggiamento personale, emissione di fatture per operazioni inesistenti. Le investigazioni hanno consentito di rilevare “plurime anomalie nelle procedure attuate dagli imprenditori nei confronti dell’Ente pubblico economico Ismea” che si occupa di agevolazioni finanziarie trentennali per giovani imprenditori che non abbiano superato il 40esimo anno d’età. In particolare, nel corso delle indagini, è emersa l’esistenza di un “sodalizio criminoso”, composto da cinque soggetti (promosso, organizzato e diretto da due di questi) con lo scopo di vanificare, a proprio vantaggio, le finalità della legge sull’imprenditorialità giovanile in agricoltura.

In manette sono finiti: Giuseppe Fierro, 61enne funzionario dell’Ismea; Saverio Nuzzolese, funzionario del dipartimento Agricoltura della Regione Basilicata; Antonio Albanese, avvocato di Matera; Vito Contangelo, imprenditore agricolo di Montescaglioso; Pierfrancesco Contangelo, Rocco Contangelo e Filomena Contangelo, tutti di Montescaglioso; Antonio Margiore agronomo casertano; Michele Carlucci, agronomo di Altamura; Antonietta Rucireta, imprenditrice agricola, Vincenzo Alzone imprenditore. A vario titolo, risultano indagate altre 22 persone.

Tra i ruoli chiave dell’inchiesta quelli del funzionario Ismea e dell’imprenditore agricolo-zootecnico di Montescaglioso, il primo con la funzione di calibrare i progetti agricoli presentati mediante l’aggiustamento di parametri creati “ad hoc” e di sostenerli presso Ismea, il secondo con quella di procacciatore d’affari con il compito di individuare i soggetti interessati alla vendita dei terreni e gli acquirenti fittizi. Il tutto con la collaborazione di due tecnici agronomi di fiducia del funzionario Ismea e di un impiegato della Regione Basilicata deputato a convalidare i valori di stima e l’attendibilità del progetto. “Tutto questo – spiegano gli inquirenti – è stato possibile anche perché Ismea, rimaneva inattivo nelle verifiche sulla realizzazione del piano di investimento prospettato in sede di domanda di aiuto, ma soprattutto non avviava alcuna azione nei confronti del prestanome seppure moroso nel pagamento delle rate di ammortamento del mutuo agrario”, andando contro quanto previsto dalla legge.

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