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La famiglia Bryant non vuole celebrare l’anniversario della morte di Kobe

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Gli Usa, Los Angeles e soprattutto i Lakers non ricorderanno Kobe Bryant. La famiglia: nessun tributo per non riportare alla mente dolori troppo grandi
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ROMA – Gli Usa, Los Angeles e soprattutto i Lakers non ricorderanno Kobe Bryant in occasione del primo anniversario della sua scomparsa. Nessuna mancanza di rispetto, neanche la voglia di non ricordare lo sfortunato campione dal passato italiano. La scelta di non celebrarlo, infatti, è dovuta soprattutto alla volontà della moglie Vanessa e della famiglia di Kobe: nessun tributo per non riportare alla mente dolori troppo grandi. Questo il senso della richiesta fatta pervenire a tutta la Nba. Proprio nei giorni scorsi, attraverso i social Vanessa Bryant aveva scritto: “Il dolore è un gruppo incasinato di emozioni. Voglio dirlo alle persone alle prese con il dolore e una perdita straziante”, sottolineando anche come sia importante “trovare un motivo per vivere, per andare avanti”. Da questa parte dell’Oceano, in Italia, Kobe invece viene ricordato eccome. E viene fatto soprattutto con gesti concreti, oltre a quelli virtuali attraverso i social. Per esempio a Reggio Emilia il Comune ha intitolato una piazza a Kobe e a Gianna Bryant, inaugurandola proprio oggi, in occasione dell’anniversario della scomparsa. E la scelta del posto non è casuale: è la piazza nei pressi del palazzetto dello sport, sede degli incontri della Pallacanestro Reggiana, dove il padre Joe giocò dal 1989 al 1991, concludendo qui la sua esperienza italiana. Iniziativa soprattutto dei fan, invece, in Toscana. A Cireglio, in provincia di Pistoia, dove ha abitato dal 1987 al 1989, grazie all’interessamento dei fan, il Comune ha intestato a lui un piccolo campo di basket che lo stesso campione avrebbe voluto risistemare, mentre un giovane è riuscito a salvare il cartello stradale con il nome del Comune, che sarebbe dovuto essere cambiato, davanti al quale Bryant si fece un selfie quando tornò da queste parti.

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