Caso Vianello, Sciomachen (Roi): “Non demonizzare l’intera categoria”

Lo scrive Paola Sciomachen, presidente Roi, in una missiva rivolta al giornalista Andrea Vianello, colpito circa un anno fa da un grave ictus
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ROMA – “A nome mio e di tutta la comunita’ del Roi, Registro degli osteopati d’Italia, che rappresento, mi preme esprimerle tutta la nostra vicinanza per la sua dolorosa esperienza ed il suo faticoso percorso verso il recupero della salute”. Lo scrive Paola Sciomachen, presidente Roi, in una missiva rivolta al giornalista Andrea Vianello, colpito circa un anno fa da un grave ictus.

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“Mi permetto pero’- prosegue- di segnalare la preoccupazione che la campagna di informazione sulla pericolosita’ delle manipolazioni cervicali, danneggi l’immagine dell’osteopatia. Se ritiene che ci possa essere stato un nesso di causa fra la manipolazione cervicale e la disseccazione della carotide, o che ci sia stata incuria, incompetenza, o errore umano da parte del professionista, e’ suo diritto promuovere un’azione nei suoi confronti e dichiarare chi e’ la persona interessata evitando cosi’ di correre il rischio che si demonizzi un’intera categoria”.

“Mi preme qui affermare che l’osteopatia non e’ una pratica pericolosa e che e’ indicata per i pazienti di tutte le eta’ e nelle diverse condizioni cliniche. L’osteopatia pero’, in quanto atto sanitario, deve essere praticata da professionisti competenti ed esperti, che hanno come primo obiettivo la sicurezza dei propri pazienti”.

Per questo, dice ancora Sciomachen, “e’ prassi dell’osteopata dedicare tempo e sedute individuali ad ogni paziente per conoscere le sue condizioni cliniche e valutare l’indicazione al trattamento. Nel caso si utilizzino tecniche di manipolazione cervicale, l’indicazione e’ che queste vengano effettuate sempre e comunque all’interno di un trattamento che prepari ad accoglierle in modo appropriato e non traumatico, garantendo la massima sicurezza. E’ fondamentale quindi che il professionista sia adeguatamente formato ed esperto. Proprio per questo noi da anni ci battiamo per il riconoscimento della professione, per offrire le migliori garanzie ai cittadini affinche’ possano affidarsi con la massima fiducia ad osteopati iscritti a un albo professionale”.

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Come presidente del Roi, continua, “associazione che e’ presente in Italia da trenta anni e che raccoglie piu’ di 4.000 professionisti, mi sento di sollecitare ancora una volta le istituzioni perche’ sia portato a termine il percorso di istituzione della professione, definendone il ruolo, le competenze e il percorso formativo. Mi auguro che questa dolorosa vicenda si concluda per lei nel migliore dei modi, ma mi permetto nel contempo di invitarla a non prestare il fianco a strumentalizzazioni che hanno finalita’ diverse”.

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26 Gennaio 2020
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