Associazione Italiana scuole di Osteopatia: “Amareggiati per esperienza di Vianello, ma l’osteopatia è altro”

L'Aiso commenta il caso raccontato dal giornalista Andrea Vianello, colpito circa un anno fa da un grave ictus
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ROMA – “Abbiamo ascoltato le dichiarazioni televisive del giornalista Vianello e, come approfondimento, letto la pagina del suo libro nella quale descrive il ‘trattamento osteopatico’ al quale e’ stato sottoposto. Premettendo che formuliamo al dott. Vianello i nostri migliori voti augurali per la sua definitiva guarigione, vogliamo indicare che il virgolettato a sottolineare il trattamento osteopatico e’ quanto mai d’obbligo. Difatti non annoveriamo alcun osteopata ‘specialista in tecniche chiropratiche’. L’osteopatia e la chiropratica sono due professioni completamente diverse, che seguono due percorsi di formazione differenti”. Cosi’ l’Aiso, Associazione italiana scuole di Osteopatia, in un comunicato, in merito al caso raccontato dal giornalista Andrea Vianello, colpito circa un anno fa da un grave ictus.

“Ma questo e’ il minimo- spiegano-: prescindendo dall’empatia nei confronti del cliente/paziente che instilliamo nei nostri discenti, non ci sara’ mai alcun osteopata, che possa definirsi tale, che instauri un rapporto di sottomissione nei confronti della persona che viene a richiedere il suo aiuto. Leggiamo di trattamenti effettuati due o tre volte a settimana. Ma anche questo e’ incredibilmente errato per quelli che sono i dettami della nostra professione: gli input forniti durante i trattamenti osteopatici richiedono un tempo di una settimana almeno per permettere il miglior riequilibrio delle funzionalita’ dell’organismo. E questo, in ognuna delle nostre scuole, viene ricordato quotidianamente”.

“Prescindiamo dall’esprimere pareri sulle modalita’ del trattamento- prosegue Aiso-: il ‘sentire’ il corpo tramite le nostre mani e le nostre analisi osteopatiche e’ indispensabile, e nessun riferito da ‘ragazzini’ potrebbe mai permettere di ottenere lo stesso risultato dal contatto diretto. Errori deontologici, leggerezza nelle modalita’ professionali, assurde frequenze ravvicinate. Tutto questo ci porta a prendere le distanze da questo sedicente osteopata che rappresenta il punto piu’ lontano da quella che e’ la nostra professione piu’ pura. L’osteopatia e’ altro. E siamo orgogliosi di poterlo dire a testa alta”.

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26 Gennaio 2020
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