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Di Battista: “Nell’azienda di mio padre c’è un lavoratore in nero, mi sono arrabbiato”

ROMA - "Qualche giorno fa ho saputo da mio padre che c'è un lavoratore in nero nella sua azienda. Mi

Pubblicato:26-01-2019 15:21
Ultimo aggiornamento:26-01-2019 15:21

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ROMA – “Qualche giorno fa ho saputo da mio padre che c’è un lavoratore in nero nella sua azienda. Mi sono incazzato, è una cosa profondamente sbagliata. Mi sono arrabbiato a morte, perché non si fa e perché a noi fanno le pulci su tutto. Specialmente ora che sto tornando a dare una mano al M5S”. Così Alessandro Di Battista, in diretta su Facebook.

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POPOLO WEB ‘PERDONA’ DI BATTISTA: ‘IENE’ PAGATE DA BERLUSCONI, TU PULITO

“Non ti abbandoniamo”, “Tu sei pulito”, “‘Le Iene’ sono di Berlusconi”. I sostenitori M5s non abbandonano Alessandro Di Battista nemmeno dopo la diretta facebook in cui confessa d’aver saputo pochi giorni fa dell’esistenza di un lavoratore in nero nell’azienda del padre, Vittorio Di Battista. Un fatto su cui sta indagando anche la trasmissione de ‘Le Iene’, ora nel mirino degli elettori grillini che si scatenano nei commenti relativi alla confessione di Di Battista.

Alcuni puntano l’indice nei confronti della trasmissione tv. “Non preoccuparti Ale- scrive Lorenza Miramonti- ‘Le Iene’ sono una trasmissione pagata dal nano mafioso. Tuo papà avrà lo stesso sostegno del papà di Luigi. Stai tranquillo e tranquillizza tuo padre”. Stessa accusa lanciata da Franco Fazi. “Tranquillo Ale- scrive- ‘Le Iene’ sono una trasmissione del nano”. Noemi Messina rassicura Di Battista. “Credi che possa cambiare la fiducia che nutriamo verso di te?”, chiede. Mentre Raffaella Schiavone accomuna la vicenda a quella del papà di Di Maio. “Stessa persecuzione…che rabbia”. “Vola alto Alessandro- consiglia Carla Carboni- fai bene e ti tirano le pietre. Noi siamo con te”. Meno numerosi i commenti negativi. Franco Santori si domanda come sia possibile un fatto del genere “dopo quello che avete detto per anni”, mentre per Stefania Del Bello “dovete farla finita, avete detto un sacco di bugie”.


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