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Famiglia, Canzio (Cassazione): “Disciplinare per legge le adozioni gay”

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Il primo presidente della Corte di Cassazione esorta a colmare un vuoto che riguarda le adozioni da parte di genitori "dello stesso sesso"
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ROMA – La Cassazione “non può e non intende sottrarsi al dovere di apprestare tutela ai diritti fondamentali della persona. Ma demandare in via esclusiva alla giurisprudenza la soluzione di questioni che involgono scelte impegnative dal punto di vista etico-sociale non è la via preferibile, mentre sarebbe da privilegiare il percorso ermeneutico disegnato sulla base di una chiara ed esplicita volontà legislativa”. Nella sua relazione sull’anno giudiziario, il primo presidente della Corte di Cassazione Giovanni Canzio invita il legislatore a colmare un vuoto che riguarda le adozioni da parte di genitori “dello stesso sesso”.

Citando le sentenze n. 12962 e 19599, Canzio osserva: da esse ‘emerge una ricostruzione della famiglia intesa come comunità di vita e di affetti, incentrata sui rapporti concreti che si instaurano tra i suoi componenti, all’interno della quale il criterio guida resta quello dell’interesse preminente del minore“. Una sentenza, nell’affermare la legittimità “dell’adozione in casi particolari” di un minore del partner del genitore biologico, convivente e dello stesso sesso, “ha escluso ogni rilievo all’orientamento sessuale dei richiedenti, dovendosi perseguire comunque il favor di consolidamento del rapporto tra il minore e chi già se ne prende cura e ponendo l’interesse esclusivo del primo come unica condizione”. L’altra sentenza, in materia di maternità assistita all’interno di una coppia costituita da due donne, “ha ritenuto la legittimità del riconoscimento e della trascrizione dell’atto di nascita, formato all’estero, di un bambino ‘nato’ da due madri, a seguito di procedura assimilabile alla fecondazione eterologa”.

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