Plastica rigenerata che diventa arte, con la “missione” di salvare il pianeta

[caption id="attachment_33554" align="alignleft" width="300"] L'artista Alex Angi[/caption] BOLOGNA - Oggetti coloratissimi
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L'artista Alex Angi
L’artista Alex Angi

BOLOGNA – Oggetti coloratissimi che sembrano cellule, organismi, virus o meduse ma sono fatti di plastica. Plastica che arriva dalle discariche e che l’artista, Alex Angi, recupera e lavora nel laboratorio di Biella dove opera assieme al collettivo Cracking art. In occasione di Arte Fiera, circa 60 pezzi di Angi arrivano a Bologna e diventano una mostra intitolata “Virus. The plastic age” che trova spazio da Orea Malià, il salone da parrucchiere di via Ugo Bassi 15, da sempre legato all’arte e allo spettacolo. L’esposizione viene inaugurata sabato 30 gennaio alle 20 e sarà visibile fino al 31 marzo. Quella stessa sera, durante la Notte bianca, alcune altre opere dell’artista saranno installate all’Hotel Novecento, da Gamberini, Ranzani 16 e Alti e bassi.

Foto di Federico Guerra
Foto di Federico Guerra

“Virus. The plastic age” mette insieme l’idea del riciclo di materiali usati e gettati via con l’ispirazione che arriva dalle forme della natura, un modo diverso e originale di interpretare la volontà di difendere e salvare il pianeta. “Nel mio lavoro- scrive Angi- ho sempre cercato il rapporto con la scienza e le nuove tecnologie che, dopo la rivoluzione industriale, ne preparano un’altra: la rivoluzione G.n.r. Genetica, nano-tecnologica e robotica. Queste tre rivoluzioni fuse assieme, creeranno una singolarità, un’accelerazione, una modificazione del vivente”.

Angi torna a Bologna come artista indipendente dopo l’esperienza espositiva Cracking Art portata in città per la prima volta dal gruppo Orea Malià in occasione di Arte Fiera 2014. Le sue opere sono esposte in numerose gallerie e musei, tra cui Must Gallery di Lugano, Galleria Rosini Gutman a Riccione, Galleria Glauco Cavacciuti Arte a Milano, Freies Museum a Berlino, Show-off Art Fair 2011 a Parigi e galleria Magda Danysz, sempre nella capitale francese.

(Foto di Federico Guerra, Magalì Zanardi e Max Hirzel)

Di Angela Sannai – Giornalista professionista

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