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Violenza donne, con Revival il referto psicologico arriva in Europa

Reale (Centro Dafne): "Portiamo alla luce il maltrattamento invisibile"
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NAPOLI – “Il referto psicologico è l’oggetto del progetto europeo Revival con cui abbiamo portato in Europa, con le nostre colleghe dell’università e dell’ospedale di Barcellona e della Bulgaria, le procedure del percorso rosa e come al suo interno si organizza un’osservazione psicologica con relativa refertazione per cogliere i segni della violenza invisibile, quella psicologica appunto che non lascia segni fisici sul corpo delle donne”. Così alla Dire Elvira Reale, coordinatrice del centro Dafne Cardarelli, a margine del convegno ’25 novembre: insieme con l’Europa contro la violenza sulle donne’, evento conclusivo di Revival (Right Environment to protect women victims of violence at each level), finanziato dal programma europeo REC (Rights, Equality and Citizenship).

Patrocinato e ospitato dall’Ordine dei Commercialisti e degli Esperti contabili di Napoli nella sede del Centro direzionale e accreditato dall’Ordine dei Giornalisti della Campania, l’appuntamento ha visto la partecipazione di Caterina Arcidiacono (coordinatrice sezione Psicologia e Scienze educazione Unina), Antonella Bozzaotra (presidente Ordine psicologi della Campania), Giovanna Cacciapuoti (avvocata penalista associazione Salute Donna), Mario Guarino (dirigente responsabile Medicina d’urgenza e Pronto soccorso Cto), Simona Lanzoni (seconda vicepresidente Grevio – Convenzione di Istanbul) ed Ottavio Lucarelli (presidente Ordine dei Giornalisti della Campania). Durante l’evento anche due momenti teatrali: prima Federica Miccichè ha portato in sala il monologo di Paola Cortellesi, scritto da Stefano Bartezzaghi, sulle parole e sulla discriminazione di genere, poi la stessa Miccichè, in compagnia di Guarino, ha interpretato un dialogo sulla violenza familiare. 

Attraverso i due anni di azione di Revival – che ha avuto come partner Associazione Spazio Donna (Italia), Associazione Salute Donna (Italia), Asl Caserta (Italia), Fundacio Hospital Universitari Vall D’hebron (Spagna), Institut Catala De La Salut Vall D’hebron (Spagna), Universitat Autonoma De Barcelona (Spagna) e Animus Association Foundation (Bulgaria) – è stato proposto un modello di intervento che, oltre ad una refertazione medica più specifica, prevede l’utilizzo del referto psicologico nei presidi ospedalieri che, spiega Reale, “serve proprio a mettere in evidenza i segni di un maltrattamento che si concretizza attraverso il controllo, le minacce. Non, quindi, attraverso un contatto fisico, ma tramite una limitazione della libertà della donna”.

VIOLENZA DONNE, LANZONI (GREVIO): “CRUCIALE PUNTARE SU PREVENZIONE”

“L’Italia è sotto monitoraggio e i risultati ci saranno il prossimo anno. In questo modo il Paese potrà entrare in azione in maniera più concreta e fattiva proprio per cercare di armonizzare quello che ha, sia a livello di leggi che di misure che di pratiche, per poter raggiungere lo standard internazionale della Convenzione di Istanbul”. Così alla Dire Simona Lanzoni, seconda vicepresidente del Grevio, a margine del workshop conclusivo del progetto europeo Revival in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Il Grevio (Gruppo di esperte sulla violenza contro le donne) “è l’organo indipendente di monitoraggio della Convenzione di Istanbul – spiega – che ha iniziato la sua attività nel 2015 e il cui compito è quello di entrare in un dialogo costruttivo con gli Stati per capire dove ci sono gap, vuoti e disarmonie da allineare” rispetto alla norma.
   “La Convenzione – sottolinea Lanzoni – parla delle quattro ‘p’. La prima è la prevenzione, la seconda è la protezione di chi subisce violenza, la terza è tutta la parte di investigazione e punizione di chi è autore della violenza, la quarta sono le politiche integrate che devono fare da filo conduttore delle altre tre”.
   Lanzoni rimarca come la prevenzione sia “alla base perché quello che si è visto anche in altri Paesi al di fuori del Consiglio d’Europa è che quando vengono messe molte punizioni estremamente importanti come addirittura la pena di morte non vengono assolutamente arrestati i casi di violenza sulle donne, né quella sessuale né quella in famiglia. Bisogna pensare a politiche integrate che puntino sulla prevenzione anche perché dobbiamo anticipare la violenza e fermarla prima perché altrimenti – conclude – il lavoro che stiamo facendo non avrebbe senso”.

GUARINO (CTO): “IN PS VALUTIAMO RISCHIO FEMMINICIDIO”

“Le donne che vengono in pronto soccorso solo con violenza psicologica sono quelle che vanno intercettate perché molto spesso rappresentano l’unico campanello d’allarme: farsi sfuggire quello significa esporre al rischio di femminicidio. Le linee guida ministeriali, infatti, prevedono lo score dedicato al brief risk assessment per la valutazione dell’esposizione al rischio di femminicidio”. Così alla Dire Mario Guarino, dirigente responsabile Medicina d’urgenza e Pronto soccorso Cto di Napoli, a margine dell’evento conclusivo del progetto europeo Revival in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

“Le linee guida ministeriali del 2017 – sottolinea – indicano il pronto soccorso come il luogo in cui le donne si affacciano e i medici e gli infermieri d’emergenza ed urgenza come i professionisti a cui si rivolgono nella maggior parte dei casi. Le linee guida prevedono, non a caso, la costruzione di percorsi dedicati alle donne all’interno dei pronto soccorso, come la famosa stanza rosa, e individuano anche il codice di priorità, il giallo, dal quale partire. La formazione dell’accoglienza empatica è fondamentale per far aprire le donne al racconto perché la violenza fisica si vede, fa parte dell’esame obiettivo: i lividi, le fratture, le contusioni, le lussazioni si vedono, mentre – conclude Guarino – i danni della violenza psicologica, che accompagnano qualunque tipo di violenza, sono molto più difficili da vedere”.

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