FOTO | Sanità, a Genova chiuso il 40esimo congresso di Sifo

Il congresso dei farmacisti ospedalieri si è chiuso con un auspicio: "Il diritto alla salute torni al centro degli interessi del Paese"
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GENOVA – “Questo 40esimo congresso ha rappresentato un momento di maturità e autorevolezza della professione del farmacista ospedaliero, con la Sifo che si è posizionata come riferimento scientifico e professionale sempre più importante nel panorama della salute e del dibattito sul futuro del Ssn”: queste le parole della presidente Simona Serao Creazzola con cui si è chiuso ieri a Genova il XL Congresso Sifo con oltre 2500 partecipanti tra iscritti, relatori, ospiti nazionali e internazionali, studenti universitari e specializzandi.

“Durante il congresso- ha proseguito Serao Creazzola- abbiamo chiesto che il diritto alla salute ritorni al centro degli interessi del Paese ed abbiamo affermato la necessità di abbattere i compartimenti stagni in sanità, i silos, a partire dalla nostra professione, contribuendo a sviluppare nuovi modelli che rispondano alla sfide organizzative che si pongono per assicurare l’accesso alle cure”.




























































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Ricordando la presenza a Genova di rappresentanti delle Istituzioni (a partire da ministero della Sanità, ministero dell’Economia e agenzie Agenas ed Aifa), la presidente Sifo Sera Creazzola ricorda che al farmacista ospedaliero è stato chiesto di “essere collaborativi e di portare la nostra visione di connessione del sistema, che è poi una visione di servizio, dal momento che la nostra è proprio una professione di servizio alla comunità“. Tanto spazio, al congresso, anche “all’altra istituzione chiave che è il cittadino, che ha dimostrato di vedere nella nostra professione un riferimento e di volerci al suo fianco nella gestione della terapia, chiedendoci- anche con i dati emersi dal Monitoraggio delle farmacie ospedaliere presentato da Cittadinanzattiva– di sviluppare attività di farmacia clinica e di promuovere un uso corretto e razionale delle risorse”. ha concluso.

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Tanti gli elementi di interesse emersi nei quattro fittissimi giorni di dibattiti, sessioni e workshop: dal successo degli spazi di comunicazione scientifica per i giovani farmacisti ospedalieri al livello altissimo della sessione internazionale di confronto sull’emergenza delle cronicità (con esperti ed accademici da Cina, Usa ed Europa), dalle partecipazioni dei massimi conoscitori italiani di Hta al dibattito su argomenti delicati (il nuovo Patto per la salute, l’assistenza farmaceutica in carcere, l’avanzare di telemedicina e l’intelligenza artificiale, le criticità dell’assistenza in pediatria, i medical devices con il Nuovo regolamento Europeo), fino alla “scelta etica” di donare devices salvavita.

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Una serie di novità sia di contenuto che organizzative del 40° congresso sono così ben sintetizzate da Barbara Rebesco, presidente del simposio di Genova: “Abbiamo puntato moltissimo nel programma dei lavori sull’argomento della valutazione degli esiti: questa è una responsabilità a cui non possiamo sottrarci e che dobbiamo condividere in modo multidisciplinare, perché è l’unica strategia con cui possiamo gestire il cambiamento. Oggi dobbiamo porci il problema non più dei costi o dell’appropriatezza, ma degli esiti in termini di salute che i nostri interventi producono, un approccio che va assolutamente in linea con i temi che sono stati anticipati dagli interventi che si sono focalizzati sul Patto per la salute”.

Prosegue quindi Rebesco: “Altro elemento su cui mi piace soffermarmi è che si è trattato di un congresso radicato nel presente che richiama quindi la responsabilità di tutti noi per far funzionare le cose, garantire la salute, aiutare il pianeta. In quest’ottica abbiamo devoluto alcune risorse congressuali per l’acquisto di defibrillatori, facendo un investimento in salute di cui siamo orgogliosi. Un ultimo aspetto assolutamente innovativo che desidero richiamare è stato il fatto che per la prima volta una plenaria congressuale è stata dedicata all’Università: noi puntiamo moltissimo sui nostri giovani, ci piace questa triangolazione, giovani-società scientifiche-università, proprio nell’orientamento di far crescere la nostra professione in un dialogo fruttuoso tra le generazioni”.

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