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China registers slowdown in economic growth and fall could impact Brazil

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"We must consider that uncertainties are increasing in the international scenario and that the domestic economic recovery is still unstable and uneven," said the spokesman for the Chinese National Bureau of Statistics, Fu Linghui
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by João Marcelo

SAO PAULO – China’s economy grew at a slower pace for a year in the third quarter of 2021, hampered by an energy crisis, supply chain disruptions, worsening debt in its real estate sector and sporadic Covid-19 outbreaks.

Data released last week showed that the Gross Domestic Product (GDP) grew 4.9% at an annual rate between July and September, after increasing 7.9% in the period from April to June. This is the weakest performance since the third quarter of 2020, when China’s GDP also registered 4.9%.

Due to the effects of Covid-19, with people at home, the Chinese GDP grew by just 2.3% in 2020, That’s lower than its previous performance. For this year, the recovery is being revised downwards, after China announces a growth of 4.9% in the third quarter, compared to the same period last year, and of only 0.2% in relation to the quarter previous. As a result, the GDP forecast for 2021 dropped from 8% to 7.7%, according to Bank of America. Even though the numbers are higher than many emerging countries, they are far from the Chinese rate.

“We must consider that uncertainties are increasing in the international scenario and that the domestic economic recovery is still unstable and uneven,” said the spokesman for the Chinese National Bureau of Statistics, Fu Linghui.

All these issues affect Brazil, which has its main trading partner in the country. With the pandemic, the dependence of our trade with China increased even more and already represents 28.1% of exports. The main products in volume are soy, with 33%, followed by oil, with 24%, and iron ore, with 21%. In 2001, they represented 11.9% of the export basket and, from January to September this year, they reached an impressive 43.7% of the total.

According to the experts, a crisis in China could have severe impacts on the Brazilian economy, mainly affecting the sale of oil and iron ore. Demand for grains, meats and cellulose is expected to withstand longer.

BRASILE, EXPORT MINACCIATO DAL RALLENTAMENTO DELL’ECONOMIA CINESE

di João Marcelo

SAN PAOLO DEL BRASILE – L’economia cinese è cresciuta a un ritmo più lento nel terzo trimestre del 2021, ostacolata dalla crisi nel settore energetico, da interruzioni della catena di approvvigionamento, dal peggioramento del debito nel settore immobiliare e da sporadici focolai di Covid-19. I dati diffusi la scorsa settimana hanno mostrato che il prodotto interno lordo (Pil) è cresciuto del 4,9% su base annua tra luglio e settembre, dopo essere aumentato del 7,9% nel periodo aprile-giugno. Si tratta della performance più debole dal terzo trimestre del 2020, quando il Pil cinese registrò il 4,9%.

A causa degli effetti del Covid-19, con le persone a casa, il Prodotto interno lordo è cresciuto solo del 2,3% nel 2020, molto poco per gli standard della Cina. Per quest’anno la ripresa viene rivista al ribasso, dopo che Pechino ha annunciato una crescita del 4,9% nel terzo trimestre, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, e di appena lo 0,2% rispetto al trimestre precedente. Di conseguenza, secondo Bank of America, la previsione del Pil per il 2021 è scesa dall’8% al 7,7%.

Anche se i numeri sono superiori a molti paesi emergenti, sono lontani dai soliti ritmi registrati dal gigante asiatico. “Bisogna considerare che le incertezze nello scenario internazionale sono in aumento e che la ripresa economica interna è ancora instabile e disomogenea”, ha affermato il portavoce dell’Ufficio nazionale di statistica cinese, Fu Linghui. Tutti questi problemi riguardano anche il Brasile, che ha nel Paese il suo principale partner commerciale.

Con la pandemia, la dipendenza del commercio brasiliano dalla Cina è aumentata ancora di più e rappresenta già il 28,1% delle esportazioni. I principali prodotti sono la soia, con il 33%, seguita dal petrolio, con il 24%, e dai minerali del ferro, con il 21%. Nel 2001 l’export ha rappresentato l’11,9% del paniere del Brasile e, da gennaio a settembre di quest’anno, è stato raggiunto complessivamente il 43,7%. Secondo gli esperti, una crisi in Cina potrebbe avere gravi ripercussioni sull’economia brasiliana, colpendo principalmente la vendita di petrolio e minerali del ferro. Si prevede che la domanda di cereali, carni e cellulosa resisterà più a lungo.

CHINA REGISTRA DESACELERAÇÃO NO CRESCIMENTO ECONÔMICO E QUEDA PODE IMPACTAR O BRASIL

por João Marcelo

SAO PAULO – A economia da China cresceu em um ritmo mais lento em um ano no terceiro trimestre de 2021, prejudicada por crise de energia, interrupções na cadeia de abastecimento, agravamento das dívidas em seu setor imobiliário e surtos esporádicos de Covid-19.

Os dados divulgados na semana passada mostraram que o Produto Interno Bruto (PIB) cresceu 4,9% em ritmo anual entre julho e setembro, após avanço de 7,9% no período de abril a junho. Este é o desempenho mais fraco desde o terceiro trimestre de 2020, quando o PIB chinês também registrou 4,9%.

Em razão dos efeitos da Covid-19, com as pessoas dentro de casa, o PIB chinês cresceu em 2020 apenas 2,3%, muito pouco para os padrões do país. Já, para este ano, a retomada está sendo revisada para baixo, depois de a China anunciar um crescimento de 4,9%, no terceiro trimestre, ante o mesmo período do ano passado, e de apenas 0,2% em relação ao trimestre anterior. Com isso, a projeção do PIB de 2021 baixou de 8% para 7,7%, segundo o Bank of America. Ainda que os números sejam maiores que muitos países emergentes, elas estão distantes do ritmo chinês.

“Devemos considerar que estão aumentando as incertezas no cenário internacional e que a recuperação econômica interna ainda é instável e desigual”, afirmou o porta-voz do Escritório Nacional de Estatísticas da China, Fu Linghui.

Todas essas questões atingem em cheio o Brasil, que tem no país o seu principal parceiro comercial. Com a pandemia, a dependência do nosso comércio com a China aumentou ainda mais e já representa 28,1% das exportações. Os principais produtos em volume são a soja, com 33%, seguida pelo petróleo, com 24%, e pelo minério de ferro, com 21%. Em 2001, eles representavam 11,9% da pauta exportadora e, de janeiro a setembro deste ano, atingiram expressivos 43,7% do total.

 De acordo com especialistas, uma crise na China pode ter impactos severos na economia brasileira, afetando principalmente a venda de petróleo e minério de ferro. A demanda por grãos, carnes e celulose deve resistir por mais tempo.

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