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VIDEO | Imprese, Beghin (M5s): “Un fronte comune aiuta a conquistare i mercati extra-Ue”

"Se italiane-francesi-tedesche unite si diventa colosso mondiale"
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ROMA – “Quando facciamo accordi commerciali è evidente che il nostro partner sarà più disposto a farci concessioni nella misura in cui noi stessi rappresentiamo un’opportunità: è evidente che l’Unione europea è un’opportunità molto più vasta rispetto a un singolo Stato membro“. Affrontando il tema della necessità che le imprese europee -ad esempio, italiane, francesi e tedesche- si presentino insieme, piuttosto che singolarmente, per fare affari nei mercati internazionali extra Ue, sotto un comune ‘ombrello’ europeo, lo evidenzia Tiziana Beghin, europarlamentare del M5s, oggi a margine della prima tavola rotonda del ciclo Think Table organizzata negli uffici di SG Building in corso Monforte a Milano.

Dedicato al rapporto dell’Italia con l’Unione europea dopo le elezioni di maggio, il primo incontro del progetto Think Table, sarà seguito da altri nove appuntamenti, tutti a porte chiuse, all’obiettivo di agevolare un confronto, lontano dai riflettori, sui temi europei e imprenditoriali, tra personalità di primo piano del mondo politico, accademico, dell’industria-finanza e dei media. “Per creare un fronte unico europeo rispetto ai Paesi extra Ue abbiamo ancora un po’ di strada da fare, perché alcuni Stati membri sono a un livello non così sviluppato come altri”, osserva Beghin, rilevando che l’annessione, molto rapida, dei Paesi dell’Est, ha portato ad alcuni squilibri interni, che hanno poi generato una sorta di ‘dumping interno’ e una concorrenza all’interno del nostro mercato”.

Spiegando l’opportunità di creare reti di imprese europee per andare alla conquista di mercati extra Ue, l’europarlamentare del M5s sottolinea che agli occhi dei partner internazionali si diventa più “appetibili” se la controparte è un “mercato unico e un player unico”, e perché così “possiamo comportarci per quello che siamo, ossia uno dei più grandi mercati del mondo, con grandi potenzialità di acquisto”.

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