Premio Morrione, a Torino giornalismo investigativo giovane e sperimentale

Il 'Premio Morrione' per il giornalismo investigativo è promosso dall'associazione 'Amici di Roberto Morrione' e dalla Rai, con il patrocinio della città di Torino
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ROMA – Giovane, digitale, tech e d’inchiesta. È il ‘Premio Morrione’, tre giorni dedicati al giornalismo investigativo, per il terzo anno consecutivo protagonista in diversi luoghi di Torino.

“Stiamo chiudendo l’ottava edizione, caratterizzata da un ulteriore abbassamento dell’età dei giornalisti partecipanti e il lancio di un nuovo settore del concorso dedicato alla sperimentazione- ha raccontato all’agenzia Dire Maria Filippi Morrione, portavoce dell’associazione ‘Amici di Roberto Morrione’- grazie all’utilizzo di qualsiasi supporto tecnologico sul quale i partecipanti possono sviluppare e presentare l’inchiesta”. Tante le inchieste che verranno presentate fino a domani, 26 ottobre, e condotte dagli undici giovani giornalisti: Mario Catalano, Vincenzo Pizzuto, Giovanni Culmone, Marina De Ghantuz Cubbe, Ludovico Tallarita, Elena Kaniadakis, Lidia Sirna, Eleonora Zocca, Maurizio Franco, Matteo Garavoglia, Ruggero Scotti insieme ai loro tutor. Così come tanti sono gli incontri gratuiti, le conferenze, i workshop formativi, le proiezioni e le tavole rotonde sul tema al centro di questa edizione, i cambiamenti climatici, molti aperti al pubbblico e previsti in diversi posti del capoluogo piemontese, come la Scuola Holden, il mercato centrale di Torino e il Circolo dei Lettori. Il ‘Premio Morrione’ per il giornalismo investigativo è promosso dall’associazione ‘Amici di Roberto Morrione’ e dalla Rai, con il patrocinio della città di Torino. Il premio prevede lo stanziamento di fondi e la messa a disposizione di esperti per aiutare i giornalisti under 30 a sviluppare le loro inchieste. 

È al premio Morrione che è stata presentata la prima inchiesta giornalistica in Italia su Instagram, intitolata ‘Un gioco di società’, in cui i giornalisti indagano la veloce metamorfosi delle nostre città, soprattutto Roma, Napoli e Milano. “Abbiamo cercato di raccontare le grosse realtà e i fondi di investimento che stanno costruendo e monopolizzando le grandi città- ha spiegato Ruggero Scotti, del team che ha condotto l’inchiesta- di fatto facendo fuggire chi abita i centri cittadini, senza che ci sia il controllo di qualcuno o un ente dedicato, un arbitro nel nostro gioco”. Inusuale il mezzo utilizzato per sviluppare il lavoro, non come di consueto con un video ma con un social, Instagram appunto, “scelto per trattare un tema così complesso e raggiungere chi non compra più i giornali o non si informa più sui media tradizionali, come i giovani”, ha concluso Scotti. Intanto si intitola ‘Mercenari digitali’ la video inchiesta che, Livia Sirna, Elena Kaniadakis ed Eleonora Zocca hanno presentato all’ottava edizione del premio Morrione, indagando un tema che riguarda tutti, lo spionaggio informatico. “Abbiamo fatto un viaggio nel mondo dei captatori informatici, più conosciuti come ‘spyware‘, quei virus che permettono di infettare un dispositivo digitale, entrandoci per vedere cosa nasconde- ha spiegato Elena Kaniadakis, raccontando dell’idea dell’inchiesta nata quando era ancora una studentessa- Sono strumenti di spionaggio sia nelle mani di inquirenti che dei servizi segreti ma noi abbiamo cercato di raccontare le dinamiche che permettono l’utilizzo di questi strumenti da parte dei governi non democratici e le conseguenze che questi hanno- ha concluso- soprattutto quando utilizzati senza alcun controllo esterno”.

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