“Addio, sei un eroe”: sui social il cordoglio per Luca, ucciso a Roma con un colpo di pistola in testa

Carabinieri a caccia dei due fuggitivi: due italiani che avrebbero agito a volto scoperto e che si sarebbero allontanati prima a piedi e poi a bordo di una Smart
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ROMA – “Addio Luchè. È stato un piacere ed un onore conoscerti. E come ci si poteva aspettare da te… hai lottato fino alla fine. Sei un eroe. Ora potrai guardarci e aiutarci da lassù”. Piovono messaggi come questo sulla bacheca Facebook di Luca Sacchi, il 24enne ucciso da un colpo di pistola durante un tentativo di rapina davanti a un pub in zona Colli Albani a Roma. Il ragazzo, uno sportivo, da qualche mese si allenava in una palestra vicino al luogo dell’omicidio. Alle spalle un passato di pratica nel brazilian jiu jitsu e nella lotta greco-romana. Amante della difesa personale, Luca ha reagito dopo che uno dei due aggressori lo ha avvicinato mentre era insieme alla fidanzata: proprio l’uso della forza da parte di uno dei due aggressori per sottrarre lo zaino ad Anastasia, la compagna 25enne con cui passeggiava insieme al loro cane, potrebbe aver scatenato la reazione di Luca. Tra le ipotesi al vaglio dei Carabinieri del Nucleo investigativo di via In Selci, alla base del gesto criminale ci sarebbe infatti una netta ‘risposta’ da parte del giovane, che avrebbe sorpreso a tal punto i due aggressori tanto da portare uno di loro a estrarre una pistola e a premere il grilletto. Un unico colpo sparato a bruciapelo che ha ferito Luca alla testa e si è conficcato nella vetrata esterna del pub John Cabot, dove poco prima Anastasia era entrata per comprare due bottigliette di acqua. All’interno del locale, una quarantina di avventori intenti a vedere una partita di calcio, tra i quali anche diversi amici di Luca e Anastasia.

All’improvviso il colpo e le urla disperate della ragazza. A terra un lago di sangue. L’allarme e la corsa col fiato in gola al San Giovanni, dove Luca è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico alla testa. La speranza appesa a un filo, che poi, si è infranta quando i medici lo hanno dichiarato morto.

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Intanto i Carabinieri di via in Selci sono a caccia dei due fuggitivi: due italiani, secondo quanto raccontato da Anastasia agli investigatori. Banditi che avrebbero agito a volto scoperto e che si sarebbero allontanati prima a piedi e poi, secondo la versione di alcuni testimoni, forse a bordo di una Smart. Altro dettaglio in mano agli investigatori, oltre alle testimonianze, è rappresentato dalle immagini delle telecamere di sorveglianza: almeno quattro quelle degli esercizi commerciali adiacenti al pub. Probabilmente due di queste potrebbero tornare utili a chi indaga e magari aver ripreso la scena dell’aggressione, i volti dei rapinatori e forse la targa della presunta auto utilizzata per la fuga. Solo ipotesi al vaglio, per ricostruire una dinamica che sembra essere uscita da un film, dove una coppia di innamorati viene sorpresa dai malviventi, lui reagisce per difendere la sua compagna, ma viene ucciso davanti agli occhi di lei.

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