Dai forconi alla forchetta… pranzo al Senato per il generale rivoluzionario Antonio Pappalardo

L'ex generale dei carabinieri, accantonati per il momento i propositi di una rivoluzione imminente, si e' accostato alla cucina di Palazzo Madama
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pappalardo_pranza_al_senatoROMA – Quale stupore tra i commensali del ristorante del Senato nel vedere apparire oggi il generale Antonio Pappalardo, leader del Movimento Liberazione Italia, l’edizione riveduta e corretta dei vecchi ‘forconi‘.

L’ex generale dei carabinieri, accantonati per il momento i propositi di una rivoluzione imminente, si e’ accostato alla cucina di Palazzo Madama, accolto da architetture liberty e luci soffuse.

Il generale ha potuto apprezzare tra le altre cose pasta broccoli e alici, trippa alla romana, zuppa di ceci, girello di vitella ripieno, porchettato. Oltre ovviamente ad antipasti, contorni e creme gelato, il tutto a 10 euro, con formula all you can eat.

Comprensibile la meraviglia dei senatori degli altri partiti alla vista del generale. Stefano Esposito del Pd, ad esempio, ha impugnato il cellulare e immortalato l’ex carabiniere rivoluzionario: “Quello che vuole arrestare parlamentari, destituire Governo oggi pranza beato, in mezzo ai ladri, al ristorante del Senato”, commenta Esposito sui social.

Sia chiaro: Pappalardo ha titolo per frequentare il ristorante del Senato, essendo stato parlamentare eletto come indipendente nelle liste del Psdi. Ma come non rammentare che solo dieci giorni fa era in piazza Montecitorio, a sostenere a gran voce la necessita’ di arrestare i parlamentari, in quanto ladri e abusivi, per consegnare finalmente il palazzo al popolo? “Abbiamo arrestato Ettore Rosato!”, tuono’ ad esempio Pappalardo solo per dare la finta notizia alla piazza in tripudio. E neppure i grillini, con il malcapitato Alessandro Di Battista, si salvarono dalla furia rivoluzionaria dei post-forconi. Ma i tempi cambiano con sempre maggiore rapidita’, e in dieci giorni si puo’ ben diventare ‘forchettoni‘ dopo essere stati forconi e forcaioli.

di Alfonso Raimo

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