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Elezioni, Rete: Contributi in fondo per giovani e start up

SAN MARINO - Neanche un centesimo dei contributi
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rete_sm_san marino2SAN MARINO – Neanche un centesimo dei contributi elettorali ricevuti da Rete sarà utilizzato per la campagna o per il movimento. Piuttosto, gli 89 mila euro avuti anche grazie al raddoppio concesso ai gruppi per le elezioni, saranno investiti per incentivare la formazione dei giovani sammarinesi e per l’avvio di start up. Dalla sede di Rete, Davide Forcellini ed Elena Malpeli illustrano la prima delle iniziative pensate per investire “sul territorio” i fondi pubblici ricevuti per la campagna elettorale 2016. Se i contributi ricevuti all’indomani delle elezioni del 2012 sono stati infatti impegnati nel progetto “Banca della vita”, quelli di quest’anno “abbiamo pensato di investirli per incentivare le iniziative dei giovani con un progetto formativo dal titolo ‘studi e rete'”, spiega Forcellini. In sostanza, Rete promuove 4 borse di studio, dal valore di 5 mila euro ciascuna, per i sammarinesi di età compresa tra i 19 e i 35 anni che presenteranno al movimento un progetto formativo dalla durata di almeno 3 mesi da svolgersi nel 2017 e “che riguarda settori ritenuti strategici nel nostro programma di governo”, precisa il candidato.

giovaniLa commissione di Rete chiamata a valutare i progetti terrà quindi in considerazione tre criteri che avranno ciascuno un peso percentuale definito nella decisione finale: “Un 40%- spiega Forcellini- per l’attinenza ai temi di Democrazia in Movimento su banche, lavoro, qualità della vita e modello di sviluppo; un altro 40% per la qualità dell’istituzione ospitante e un 20% per il curriculum di chi presenta il progetto”. Le richieste dovranno pervenire alla sede di Fiorina entro il 31 dicembre 2016 e i risultati saranno comunicati il 15 gennaio 2017. “Questo è un progetto a breve termine- spiega Malpeli- ne presenteremo poi altri per l’avvio di start up e micro-imprese nei settori individuati come strategici”. E ancora: “Quando si parla di investimenti spendibili nel nostro territorio- chiarisce- riteniamo che investire sui giovani e sulla loro formazione non sia slegato dalla ripresa economica del Paese”. Interviene quindi Roberto Ciavatta per ricordare le tante iniziative messe in campo da Rete per eliminare il raddoppio del contributo ai partiti, tutte respinte.

Avremmo potuto scegliere di lasciare questi soldi allo Stato, ma per noi rischierebbero di essere spesi male, in qualche consulenza sbagliata data ad ‘amici'”. Per questo, “intendiamo usarli in progetti con ricaduta immediata sulla nostra società”. E ancora: “Neanche un centesimo degli 89 mila euro ricevuti lo useremo per la campagna elettorale o per la nostra attività politica“. Ma questa non è, rimarca, una boutade elettorale: li useremo in progetti che abbiano continuità nel tempo, bandi e microfinanziamenti che non finiscono con le elezioni”. Infine interviene Grazia Zafferani: “È importante investire in cultura se si vuole guardare allo sviluppo con lungimiranza- spiega- le mancanze dei governi passati dimostrano che diversamente mancano le fondamenta per superare crisi e ostacoli”.

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