Barricate anti-migranti a Goro, la censura del Pd: “Inaccettabile”

Il segretario regionale del Pd Emilia-Romagna, Paolo Calvano, che tra l'altro è ferrarese, stigmatizza quanto accaduto questa notte a Goro. E 'litiga' col capogruppo della Lega nord
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

P. Calvano

BOLOGNA – Quanto successo questa notte a Goro, in provincia di Ferrara, “è inaccettabile. Occorre recuperare un po’ di coscienza civile”. Visibilmente turbato per l’accaduto, è il segretario regionale del Pd Emilia-Romagna, Paolo Calvano, a commentare con parole dure i fatti di questa notte, quando nel ferrarese i cittadini di Gorino hanno fatto le barricate per impedire l’arrivo di un gruppo di profughi. Un episodio che ha portato lo stesso Calvano, questa mattina, a litigare col capogruppo della Lega nord, Alan Fabbri, fuori dall’Assemblea legislativa. Entrambi ferraresi, Fabbri e Calvano hanno battibeccato sulla porta dell’aula per un minuto o due, insieme alla ex presidente della Provincia di Ferrara, Marcella Zappaterra, con il leghista che punta il dito sulla cattiva gestione della situazione. “Stanotte il fatto è stato molto grave- sostiene invece Calvano, parlando coi cronisti a margine dell’Assemblea- 12 donne di cui una incinta di otto mesi. Occorre recuperare un po’ di coscienza civile. E’ assolutamente inaccettabile che alcuni partiti, che dovrebbero avere senso delle Istituzioni e senso di responsabilità si siano trovati ad aizzare la folla rispetto al fatto che si potessero lasciare per strada 12 donne di cui una incinta di otto mesi”. Alla Lega nord, dunque, “rispondo coi fatti- insiste il segretario dem- questa notte a mezzanotte c’erano 12 donne di cui una incinta di otto mesi e c’era qualcuno che riteneva giusto che rimanessero per strada. E’ una cosa su cui deve riflettere tutta la società“.

regione_assembleaCalvano replica anche al capogruppo Fi, Galeazzo Bignami, che ha espresso solidarietà ai cittadini di Goro e chiesto le dimissioni del Prefetto di Ferrara. “Noi siamo disponibili a dare una mano a chi deve gestire questa difficile situazione, cioè i prefetti- assicura il numero uno del Pd- quindi piena vicinanza al prefetto di Ferrara, all’attività che sta compiendo. E’ il momento nel quale coi prefetti bisogna dialogare e darsi una mano. Non è il momento di delegittimare o chiedere le dimissioni, ma capire insieme come risolvere la situazione. Non è questo il modo di affrontare un dramma globale come quello delle migrazioni”. Secondo Calvano, dunque, “serve il maggior grado di responsabilità possibile da parte di tutti” di fronte all’emergenza profughi. Il che “non significa che si può accogliere tutti– precisa il segretario dem- ma ognuno deve essere pronto a fare la sua parte”. In questo modo, anche “il disagio viene notevolmente attutito”. Questa vicenda, inoltre, “dimostra a maggior ragione che l’Italia non può essere lasciata sola dall’Europa- sostiene Calvano- e vanno messi in campo tutti gli strumenti possibili per essere vicini alle comunità locali”.

di Andrea Sangermano, giornalista professionista

EMILIA-ROMAGNA: ASSURDO CASO GORINO, MA SERVE EQUILIBRIO

gualmini_elisabetta_regione-er
Elisabetta Gualmini

“L’episodio di Goro e Gorino è molto grave e molto triste”. La condanna per le barricate anti-profughi è della vicepresidente della Regione, Elisabetta Gualmini, titolare del Welfare in viale Aldo Moro. “E’ la prima volta che capita in Emilia-Romagna, regione la cui storia e tradizione, oltre che il presente, sono fatte di accoglienza e integrazione- sottolinea Gualmini- è assurdo arrivare a tanto, ad alzare barriere. E trovo tragico e incomprensibile che lo si faccia contro 12 donne e i loro figli in un paese in cui a oggi non vi sono profughi. Così come è del tutto inaccettabile che alcune forze politiche tendano a strumentalizzare e cavalcare queste manifestazioni di intolleranza alimentando paure, timori e ulteriori divisioni”. La numero due della Regione sottolinea poi: “Sia chiaro che né a Goro né in Sicilia riusciremo a fermare flussi di immigrazione globale che continueranno per i prossimi 30-50 anni. Chi pensa il contrario vende illusioni e utopie. L’unica soluzione, dunque, al di là delle divisioni politiche, è gestire al meglio questi fenomeni, come chi occupa posizioni di Governo prova a fare”. Ma Gualmini torna anche a battere il tasto dello sbilanciamento nella distribuzione dei profughi tra un Comune e l’altro.

migranti“La tensione cresce soprattutto là dove non si rispetta una ripartizione bilanciata di profughi e richiedenti asilo- dice-. Non intendiamo sottovalutare o banalizzare i segnali di disagio di alcuni nostri concittadini, senza, lo ribadisco, che si raggiungano gli eccessi di oggi, inaccettabili e totalmente da respingere. Da tutte le forze politiche arrivano segnali di sofferenza quando le strutture di accoglienza sono piene e quando non rimane ai prefetti che l’ultimo strumento -la requisizione di strutture- che non passa attraverso la concertazione con gli enti locali e la Regione”. Ma “per evitare tutto ciò occorre lavorare a una ripartizione bilanciata dei richiedenti asilo”, sottolinea la vicepresidente. In Emilia-Romagna “solo il 50% dei Comuni accoglie, dunque l’altro 50% non lo fa. Come Regione abbiamo formalmente richiesto al Governo di inserire le quote di assegnazioni vincolanti per legge, in modo che ognuno faccia la propria parte”. Insomma “se tutti fanno la loro parte– chiude Gualmini- se ognuno fa il proprio pezzo, e se non ci si dimentica che la vita umana ha lo stesso valore ovunque ci si trovi, le situazioni si gestiscono, e con esse le tensioni, nel nome dell’accoglienza e del rispetto dei diritti umani”.

di Mirko Billi, giornalista professionista

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»