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Montenegro, parla l’ambasciatore Del Monaco: “La Nato? Una scelta di democrazia”

Quarantasette anni, alla guida della nostra rappresentanza diplomatica dal 2013, spiega la situazione dopo le elezioni legislative del 16 ottobre
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Vincenzo Del MonacoROMA – “Il negoziato di adesione alla Nato rappresenta sempre una scelta di democrazia e sicurezza” sottolinea Vincenzo Del Monaco, ambasciatore d’Italia in Montenegro.

Quarantasette anni, alla guida della nostra rappresentanza diplomatica nella ex repubblica jugoslava dal 2013, parla con la DIRE dopo le elezioni legislative del 16 ottobre.

“I risultati sono ancora provvisori perche’ la legge prevede 15 giorni di tempo per presentare ricorsi contro eventuali presunte irregolarita’” premette il diplomatico. “Dovremo pertanto attendere la proclamazione ufficiale delle elezioni, dalla quale scaturira’ la decisione del presidente del Montenegro di affidare l’incarico a una personalita’ in grado di formare il governo”. A oggi, i risultati provvisori danno al Partito democratico socialista (Dps) che fa capo al premier uscente Milo Djukanovic la percentuale piu’ alta di consensi e di seggi in termini relativi.

“Il primo ministro non ha sin qui mai avuto cedimenti sulla collocazione geopolitica del Montenegro e la sua prospettiva euro-atlantica” sottolinea Del Monaco: “Nonostante l’ingresso nella Nato resti un tema per certi versi divisivo fra le forze politiche a Podgorica, ci sono non pochi partiti che sostengono la prospettiva atlantica. D’altro canto lo stesso parlamento ha gia’ votato a favore dell’ingresso nell’Alleanza per ben due volte con un’ampia maggioranza”.

Il Protocollo sull’adesione del Montenegro alla Nato e’ stato firmato a Bruxelles lo scorso 19 maggio ed e’ stata ampiamente avviata la fase delle ratifiche da parte di ciascun Paese alleato.

Anche il Senato italiano ha gia’ votato per il si’ e il dibattito si sposta ora alla Camera.

L’esser giunti alla firma del Protocollo e’ la conferma delle notevoli riforme interne varate dal Montenegro. Sottolinea infatti Del Monaco: “Non c’e’ sfera che sia esente dallo spirito novatore e dal potere trasformativo dei negoziati per l’ingresso nella Nato e soprattutto nell’Ue, che si tratti dello stato di diritto, dell’efficienza della macchina amministrativa o del funzionamento del mercato”.

Un passaggio decisivo, questo l’assunto, per un Paese che ha appena compiuto dieci anni di indipendenza e si trova ora ad affrontare sfide importanti, dall’ulteriore modernizzazione della pubblica amministrazione al rilancio dell’economia e dell’occupazione. Lo svolgimento delle elezioni e’ stato giudicato in modo positivo dagli osservatori dell’Organizzazione per la cooperazione e la sicurezza in Europa (Osce) e di riflesso dall’Ue, che ha incoraggiato Podgorica ad “accelerare le riforme politiche ed economiche”.

Una posizione non condizionata in alcun modo dall’arresto di 20 cittadini serbi, accusati di pianificare un rapimento di Djukanovic. Una vicenda tutta da chiarire, sulla quale stanno indagando gli inquirenti di Podgorica, ma che non mette in discussione i rapporti tra Podgorica e Belgrado, storicamente improntati alla collaborazione.

“Il negoziato di adesione concluso con la Nato forse non piace a Mosca, ma aderire all’Alleanza e’ lungi dal costituire una scelta contro qualcuno” evidenzia al riguardo l’ambasciatore. E la posizione dell’Italia, definita questo mese da Djukanovic “vicina di casa”, legata al Montenegro da “un’amicizia con radici antiche”? “Ci lega effettivamente la storia, ci lega una sostanziale convergenza sul piano internazionale e ci legano rapporti bilaterali piu’ che mai intensi e vivaci. D’altro canto, l’Italia sostiene convintamente la prospettiva europea ed atlantica del Montenegro. Basti osservare la carta geografica per avere chiaro quanto l’intera regione dei Balcani occidentali sia circondata dall’Ue, invidiabile spazio di valori, di democrazia e di liberta’ del quale l’Italia e’ fra i padri fondatori. Ogni qualvolta si registra un ingresso o un avvicinamento alla Nato e all’Ue si sposta il cursore verso la sicurezza, la stabilita’ e dunque anche la prosperità”.

di Vincenzo Giardina, giornalista

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