mercoledì 7 Ottobre 2026

Insulti e botte a coppia omosessuale a Bologna: si tenevano per mano. La pista è etnico-religiosa

Due ragazzi di 29 anni che si tenevano per mano sono stati aggrediti nella notte nella zona di Porta Mascarella: gli investigatori sospettano si tratti di un'aggressione legata a motivi etnico-religiosi

BOLOGNA – I Carabinieri della stazione Bologna stanno acquisendo le immagini delle telecamere presenti in zona per cercare di identificare i responsabili dell’aggressione (prima insulti poi botte), avvenuta intorno all’1.45 della scorsa notte all’altezza di Porta Mascarella, ai danni di due ragazzi di 29 anni che si tenevano per mano. Al momento i militari del Nucleo radiomobile, intervenuti per primi sul luogo dell’aggressione, hanno appurato- sulla base di quanto riferito dalle vittime- che i responsabili sono extracomunitari (probabilmente africani, ma questo ancora non si sa con certezza, dato che non sono ancora stati identificati). Questo, a quanto si apprende, farebbe sospettare agli investigatori che l’aggressione sia scattata per motivi etico-religiosi.

A quanto risulta, i due giovani sono passati davanti a un bar in cui era presente un gruppo di stranieri. Uno di questi avrebbe detto loro che non dovevano tenersi per mano, apostrofandoli con insulti omofobi. Uno dei due ragazzi gli avrebbe risposto, e l’uomo che se l’era presa con loro li avrebbe accerchiati assieme ad altre quattro-cinque persone. A quel punto sarebbe scattato un ulteriore battibecco, poi degenerato nell’aggressione fisica ai due giovani, che sono stati colpiti con calci e pugni. Uno dei due è stato costretto a recarsi in Pronto soccorso per farsi curare, anche se, fortunatamente, sembra che non abbia subito conseguenze fisiche gravi.

SINDACO: “NON È UNICO CASO, BASTA”

“Vogliamo esprimere la più profonda solidarietà e la vicinanza dell’intera Amministrazione comunale ai due ragazzi vittime dell’aggressione avvenuta la scorsa notte”. Così il sindaco Matteo Lepore in una nota, firmata insieme alla vicesindaca Emily Clancy, dopo l’aggressione della scorsa notte da parte di un gruppo di persone a due ragazzi che si tenevano per mano. “È inaccettabile e doloroso- continuano sindaco e vicesindaca- che nella nostra città due persone debbano subire prima insulti discriminatori e poi una violenza fisica così brutale. Che un gesto quotidiano come tenersi per mano diventi per qualcuno il pretesto per scatenare una violenza fisica e verbale di questa portata è un segnale di allarme che non possiamo minimizzare”. Quindi, “questo episodio non rappresenta soltanto un grave fatto di cronaca, ma un tentativo di intimidazione che colpisce il cuore della nostra comunità. Purtroppo non è neanche l’unico caso di cui abbiamo ricevuto notizia negli ultimi mesi”. Ma aggiungono Lepore e Clancy: “La dinamica stessa dell’accaduto, dove l’insulto di un singolo ha poi innescato l’azione organizzata di un branco, ci ricorda quanto sia fondamentale mantenere alta la guardia contro la retorica dell’odio e i suoi effetti reali sulla vita delle persone”.

IL COMUNE SARÀ PARTE CIVILE

Lo rimarca allora la giunta: “La sicurezza nello spazio pubblico e la libertà di vivere i propri sentimenti alla luce del sole sono diritti inalienabili, fondamento stesso della nostra convivenza civile. Di fronte a queste derive, le istituzioni hanno il dovere di rispondere non solo con la solidarietà, ma con azioni strutturali e prese di posizione inequivocabili”. Per questo motivo, ricorda Lepore, “come Comune di Bologna già dallo scorso maggio abbiamo adottato un indirizzo preciso: non lasceremo le vittime da sole ad affrontare il peso legale di queste violenze. Il Comune si costituirà parte civile nei procedimenti per reati di matrice discriminatoria e legati all’odio. A chi pensa di poter agire con l’arroganza della violenza, ribadiamo un concetto fermo: vi scontrerete con i principi di una città che fa dell’inclusione la sua bandiera e che non tollera alcun tipo di discriminazione”.

PD: “FERMA CONDANNA, SERVE RISPOSTA COLLETTIVA”

“Non si può essere aggrediti perché si cammina mano nella mano con la persona che si ama. Nessuno deve avere paura di manifestare il proprio affetto, sentirsi costretto a nascondersi o rinunciare a essere se stesso”. Con queste parole il gruppo del Partito democratico in Consiglio comunale a Bologna interviene, esprimendo “piena solidarietà e vicinanza” alle vittime, sull’aggressione omofoba ai danni di due ragazzi di 29 anni avvenuta nella notte nei pressi di Porta Mascarella.
A entrambi “va il nostro abbraccio e la più ferma condanna della violenza subita”, scrivono i consiglieri dem, che definiscono “particolarmente grave il racconto di quanto accaduto: alle prime offese discriminatorie- ricostruiscono- si sarebbe unita una ventina di persone, alimentando l’aggressione verbale contro la coppia. Una dinamica che rende ancora più urgente una risposta collettiva contro l’odio e l’omofobia”. Bologna, proseguono gli esponenti del Pd, “è una città che ha fatto dei diritti una bandiera: la sua storia di accoglienza, emancipazione e lotte per l’uguaglianza ci impegna a rendere quei diritti concreti nella vita quotidiana, e ogni persona deve poter attraversare le nostre strade e le nostre piazze sentendosi libera e al sicuro”. Da parte loro, i consiglieri dichiarano di “confidare nel lavoro dei Carabinieri per fare piena luce sull’accaduto e individuare i responsabili”, ribadiscono il proprio impegno “per contrastare ogni discriminazione, promuovere l’educazione al rispetto e sostenere, assieme alle associazioni Lgbtqia+, chi subisce violenza” e dicono “con chiarezza” ai due ragazzi: “Non siete soli, Bologna deve essere al vostro fianco. Camminare mano nella mano con chi si ama deve essere un gesto quotidiano, mai un atto di coraggio”.

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