ROMA – Pubblicavano e facevano girare video di terroristi, diffondevano materiale di propaganda neonazista e suprematista ed esaltavanoHitler, le Ss e i simboli del fascismo: per questo 17 giovani e giovanissimi (14 hanno meno di 18 anni) sono stati perquisiti oggi indiverse città d’Italia. Sono indagati, in un’inchiesta delle Procure di Roma e di Venezia a cui lavora anche la Procura romana per i minori. Le perquisizioni hanno fatto ritrovare armi bianche, vessilli e oggettistica che richiama alla simbologia nazista, nonché numerosi device usati per diffondere i messaggi di propaganda. Tutto è stato sequestrato. Oltre a far girare propaganda suprematista e video di esecuzioni (anche all’interno di attività di gaming online), gli indagati rilanciavano in rete istruzioni per la fabbricazione di ordigni esplosivi artigianali, spiegando come utilizzarle. Gli indagati sono accusati di propaganda e istigazione alla discriminazione razziale, istigazione a delinquere legata all’incitamento all’odio e alla violenza contro le minoranze e addestramento ad attività con finalità di terrorismo.
I GRUPPI SOCIAL INCRIMINATI
Alcuni indagati, spiega una nota degli inquirenti, facevano parte del gruppo social privato denominato Chat del Nuovo Ordine Europeo attraverso il quale venivano postati e condivisi numerosi video, immagini e documenti riconducibili alla divulgazione di tematiche di propaganda dell‘ideologia nazista, suprematista della razza bianca, di incitamento all’odio contro gli ebrei e negazione dell’Olocausto. Inoltre venivano condivisi manifesti pubblicati dai principali attentatori suprematisti e manuali di fabbricazione di ordigni esplosivi artigianali.
Ad altri indagati, invece, si contesta la partecipazione al gruppo social F.F.I (Fronte Fascista Italiano) ove venivano condivisi messaggi e post razzisti, di incitamento all’odio contro gli ebrei, i neri, gli omosessuali, di negazione dell’Olocausto, video di esecuzioni sommarie e massacri contro minoranze etniche, propaganda del gruppo suprematista “The Base”, nonché di manuali di auto addestramento e tecniche di realizzazione di azioni dirette.


LE CITTÀ COINVOLTE
Le 17 perquisizioni sono state eseguite dai Carabinieri del Ros (Reparto operativo speciale), e da militari dei Comandi Provinciali di Roma, Como, Catanzaro, Bologna, Milano, Reggio Emilia, Benevento, Genova, Udine, Palermo e Trento e gli agenti della Digos della Questura di Verona, coordinati dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione e con l’ausilio delle Digos di Napoli, Benevento, Bresca e Trento. L’indagine è delle Procure di Roma (Ordinaria e per i Minorenni) e di Venezia.
IL MATERIALE E LA PROPAGANDA
Gli indagati “riproponevano documenti/manifesti dei principali attentatori suprematisti degli ultimi anni, in cui sono descritte minuziosamente le stragi compiute e le armi utilizzate; pubblicavanovideo di noti terroristi, tra cui Brenton Tarrant, esaltandone le gesta senza censura; fomentavano l’odio mediante la propaganda di idee fondate sul razzismo, antisemitismo, discriminazione di genere, neonazismo; esaltavano la figura di Adolf Hitler, delle SS, del fascismo e dei principali simboli suprematisti; effettuavano attività di gaming online ove venivano riproposte virtualmente scene di violenza e uccisione di minoranze etniche; fornivano, in alcuni casi, chiare e precise istruzioni: per la fabbricazione di ordigni esplosivi artigianali, nonché per il “corretto” utilizzo di tali congegni al fine di aumentarne l’effetto letale; di addestramento, uso e maneggio di armi bianche e da fuoco.
A REGGIO EMILIA TENTATA SPEDIZIONE PUNITIVA SU EXTRACOMUNITARIO
Ci sono anche tre minorenni reggiani tra i 17 indagati coinvolti nell’inchiesta sulla diffusione online di propaganda neonazista e suprematista che ha portato Ros e Digos a eseguire perquisizioni in diverse regioni italiane. Si tratta di tre 17enni a cui (assieme ad altri 11 minori in mezza Italia) vengono mosse accuse pesantissime: propaganda e istigazione alla discriminazione razziale, istigazione a delinquere legata all’incitamento all’odio e alla violenza contro le minoranze e addestramento ad attività con finalità di terrorismo.
Uno dei ragazzi è di Reggio Emilia città, mentre gli altri due risiedono in Appennino, nella zona fra Carpineti e Castelnovo Monti. A questi ultimi sarebbe contestato anche un episodio specifico. Una tentata spedizione punitiva contro un cittadino extracomunitario che non si sarebbe però realizzata, a perchè il “bersaglio” non era stato trovato.




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