BURKINA FASO. IN DIALOGO PER FERMARE LA GUERRA DELL’ACQUA
Giovani, comunità, rappresentanti religiosi. Protagonisti di un dialogo possibile in Burkina Faso, anche grazie a un’iniziativa dell’organizzazione italiana Progettomondo. Un tentativo nato dopo anni di scontri armati nel Paese, che hanno costretto oltre due milioni di persone a lasciare le proprie case. Secondo Marco Lombardo, cooperante responsabile di Progettomondo in Burkina Faso, “le ragioni di queste tensioni e di questi scontri sono di ordine identitario, generazionale, economico, legate a quella che è una acuita difficoltà nell’accesso alle risorse e alle condizioni di scarsità generale di accesso all’acqua”. L’iniziativa in Burkina Faso è realizzata grazie ai fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica: una scelta che, con una semplice firma, anche in aggiunta al 5xmille in favore di Progettomondo, permette di moltiplicare i contributi per un mondo più solidale. “Soprattutto”, sottolinea Lombardo, “il progetto offre l’occasione, con i leader comunitari e religiosi, di portare alla creazione di spazi di dialogo e simposi veri e propri per la prevenzione dell’estremismo violento, coinvolgendo attori chiave nelle comunità in un contesto multiculturale e multireligioso come quello del Burkina Faso”.
COOPERAZIONE. SVILUPPO SOSTENIBILE, FARE DI PIÙ PER L’AGENDA 2030
L’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile compie 10 anni. Adottata dall’Assemblea generale dell’Onu il 25 settembre 2015, rappresenta una promessa di impegno di giustizia e responsabilità comune, su un piano politico, economico, sociale, ambientale. Ma a che punto siamo? Enrico Giovannini, direttore scientifico dell’alleanza Asvis: “Dopo cinque anni, dal 2015 al 2020, in cui tutti i Paesi del mondo hanno provato a realizzare l’Agenda 2030, abbiamo visto arretramenti, ritardi, ostacoli e quindi al 2025 siamo arrivati con solo il 30 per cento degli obiettivi in linea con l’Agenda 2030. Gli ultimi cinque anni? Beh, questa è una storia che dobbiamo ancora costruire; raccontiamo, speriamo, tra cinque anni, una storia positiva”. Il contesto è segnato anche dalle nuove scelte dell’amministrazione degli Stati Uniti. Ivana Borsotto, presidente della federazione del volontariato Focsiv: “In un momento in cui gli Stati Uniti escono dall’Organizzazione mondiale della sanità, dalla Corte penale internazionale e dal Patto di Parigi per il clima e tagliano i fondi per lo sviluppo, direi che questo è il momento in cui l’Europa può e deve avere un ruolo da protagonista; questo nella consapevolezza profonda che i problemi globali necessitano di soluzioni globali”.
SOCIALE. SONO IL 3% GLI ITALIANI CHE SCELGONO I LASCITI SOLIDALI
Aumenta la quota degli italiani che decide di devolvere tutta o parte della propria eredità a organismi no profit: i dati emergono da uno studio basato su contatti e interviste a 197 organizzazioni. Dal 2020 a decidere per lasciti solidali è stato il 3 per cento circa degli italiani, secondo la ricerca, realizzata dall’Istituto Walden Lab in collaborazione con la testata Vita, e presentata durante una conferenza a Roma. Rossano Bartoli, portavoce del Comitato Testamento solidale e presidente della Lega del filo d’oro: “C’è un incremento notevole nei cinque anni di coloro che hanno fatto testamento a queste 197 organizzazioni, e quindi un incremento anche dal punto di vista economico. Ma c’è anche la consapevolezza che il futuro dovrà essere ancora più positivo.
AMBIENTE. A MATERA IL MANIFESTO DEI GIOVANI EUROPEI
Presentato a Matera il ”Manifesto per la sostenibilità ambientale”, un documento di buone pratiche per i giovani, con in primo piano nuovi nuovi stili di vita e scelte possibili. Nella città lucana a partecipare e raccontare sono i giovani della cooperativa “Oltre l’arte” e i loro coetanei spagnoli di “Manos Unidas”. Di “un’importante opportunità per imparare in che modo vogliamo ripensare il sistema economico attuale”, dice Pietro Scandorvi, di Manos Unidas. Francesca Andrisani, di Oltre l’arte: “E’ un modo anche per noi ragazzi materani per poter trasmettere ai ragazzi venuti dalla Spagna quelle che sono le nostre radici, le nostre tradizioni”. L’incontro è stato possibile grazie all’iniziativa europea “Erasmus Wise Project”, promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana.




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