I-Com: “Italia seconda in Europa sullo stato di avanzamento del 5G”

A sostenerlo è il rapporto dell'Istituto per la Competitività (I-Com) sullo sviluppo del 5G in Italia e in Europa, diffuso in un convegno alla Camera
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ROMA – Rispetto agli altri Stati europei, l’Italia si trova in una posizione di relativo vantaggio sul 5G. Secondo l’indice DESI elaborato dalla Commissione Europea, il nostro Paese è secondo in questa speciale classifica che considera lo stato di avanzamento del 5G. Siamo invece più indietro per quanto riguarda la digitalizzazione dell’economia e della società. A sostenerlo è il rapporto dell‘Istituto per la Competitività (I-Com) sullo sviluppo del 5G in Italia e in Europa, diffuso oggi in un convegno alla Camera.

Le reti 5G- si legge- rappresentano una stroardinaria opportunità di sviluppo e crescita, non solo per l’Italia, con effetti rilevanti sul piano geopolitico ed economico. La Commissione stima che l’impatto sull’economia si aggirerà intorno ai 113 miliardi di euro l’anno, già a partire dal 2025. Nello specifico, 42 arriveranno dal settore dell’automotive, 30 dalla digitalizzazione di fabbriche e uffici, oltre 16 dai trasporti e dalla diffusione delle smart cities.

“Il tema della sicurezza cibernetica va affrontato- spiega Massimiliano Capitanio, deputato della Lega e componente della Commissione Trasporti alla Camera- le linee guida del golden power rimangono, ci stavamo lavorando e continuano anche con questo governo. Bisogna arrivare ad una situazione uniforme, il perimetro di sicurezza nazionale cibernetica è fondamentale ma vanno rispettati i tempi affinché non si crei un caos normativo”. Col Ddl cybersecurity, sottolinea il senatore di Fratelli d’Italia Adolfo Urso, “ci auguriamo che si possano dare certezze. Tra Usa e Cina non c’è una guerra commerciale in corso, ma solo un confronto epocale tra due civiltà e due modi di intendere la persona, l’impresa e lo Stato: una pone al centro i cittadini, l’altra il consumatore. L’Europa deve avere un ruolo decisivo, importante e unitario”. Secondo la parlamentare del PD, Enza Bruno Bossio, “dovremo fare una risoluzione affinchè i vincoli burocratici non blocchino questo progetto, ne va dello sviluppo economico del nostro Paese”.

Il deputato della Lega Alessandro Morelli, e presidente della commissione Trasporti della Camera, invita a “non lasciare indietro nessuno, lo sviluppo sia coerente. Se oggi i nostri concittadini sentono parlare di 5G temono che ci sia qualche 007 dietro. Allargare il perimetro permetterebbe di avere una sicurezza nazionale realmente condivisa”. Il sottosegretario di Stato alla Difesa Angelo Tofalo ricorda “l’epoca del 2G e 3G, ma non ricordo un dibattito come oggi sul 5G. La partita geopolitica è sotto gli occhi di tutti, la sfida è per imporre democrazie all’interno del dominio cibernetico. Ieri c’era la corsa al nucleare, oggi quella al club del cyber. Oggi sono al governo e posso dire che quando si parla di sicurezza nazionale non ci sono simboli di partito che tengano”. 

Il segretario generale della Presidenza del Consiglio, Roberto Chieppa, plaude Dl cybersecurity varato la settimana scorsa. “Ora siamo finalmente sul binario giusto per dare al nostro ordinamento una disciplina seria per la sicurezza del 5G e non solo”.

I-COM: BENE DATI SU 5G, ORA INCENTIVARE DIGITALIZZAZIONE



Per una maggiore digitalizzazione della società italiana “le Istutuzioni devono dare una scossa, a loro si chiede una spinta per la domanda”. Lo spiega alla DIRE il presidente dell’Istituto per la Competitività (I-Com), Stefano da Empoli, a margine del convegno sullo sviluppo del 5G in Italia e in Europa.

Da Empoli si riferisce a “incentivi e misure che ‘costringano’ ad andare su internet, e andarci sempre di più, per colmare il gap che purtroppo ci divide dal resto d’Europa”. Sulla digitalizzazione, infatti, siamo ancora indietro: ventiquattresimo posto in Europa. Un ritardo dovuto a “infrastrutture da implementare, domanda dei cittadini e delle imprese. Si tratta di un lato scoperto della nostra società dovuto ad un’età anagrafica elevata e ad un livello medio di educazione più basso che altrove”. Mentre i dati sul 5G, che ci collocano al secondo posto in Europa per lo stato di avanzamento, “ci fanno riflettere. L’Italia in questo è partita con un grosso impegno, si è data un obiettivo, sono partite le sperimentazioni e i processi. Questo dimostra che se l’Italia riesce a darsi un obiettivo e a perseguirlo nel tempo, i risultati ci possono essere”.

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25 Settembre 2019
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