Algeria, 15 anni di carcere al fratello dell’ex presidente Bouteflika

A mettere alla sbarra i sette, ritenuti fino ad ora "intoccabili" nel panorama politico ed istituzionale dell'Algeria, il capo dell'Esercito Ahmed Gaid Salah
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ROMA – Il tribunale militare di Blida ha condannato a 15 anni di reclusione il fratello dell’ex presidente Abdelaziz Bouteflika, Said Bouteflika, per attentato all’autorità dell’esercito e complotto ai danni dello Stato.

Oltre a lui, sono stati condannati per gli stessi reati anche dei vecchi capi dell’intelligence, Mohamed Mediene e Athmane Tartag, e la segretaria di uno dei principali partiti algerini, quello dei Lavoratori (Pt), Louisa Hanoune.

Il tribunale di Blida ha impiegato 48 ore per prendere una decisione. Condannati nell’ambito di questo processo-lampo anche l’ex ministro della Difesa Khaled Nezzar, il figlio Lofti, e Farid Benhamdine, direttore della Società algerina di Farmacia. Questi ultimi si sono visti comminare 20 anni di carcere – come aveva chiesto l’accusa per tutti e sette gli imputati -, ma trovandosi già all’estero, i giudici non hanno potuto che emettere una condanna in contumacia.

A mettere alla sbarra i sette, ritenuti fino ad ora “intoccabili” nel panorama politico ed istituzionale dell’Algeria, il capo dell’Esercito Ahmed Gaid Salah. Quest’ultimo li ha definiti “una banda” e il “simbolo dei mali che attraversano il Paese”. Ha quindi assicurato che sarebbe riuscito a “neutralizzarli”. Data la rapidità con cui si è svolto il procedimento il quotidiano online ‘Radio France Internationale’ (Rfi) suggerisce l’ipotesi di un “regolamento di conti politico”.

L’Algeria da aprile è attraversata da grandi manifestazioni popolari che hanno spinto l’ex presidente Bouteflika, dopo 20 anni di governo ininterrotto, a dimettersi. Ora i movimenti della società civile chiedono elezioni democratiche e trasparenti.

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25 Settembre 2019
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