A Parma già isolato il primo virus influenzale dell’anno

Al Policlinico di Parma, è stato identificato il primo virus di ceppo B. È la conferma che i virus non circolano solo d'inverno
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PARMA – Fa già capolino l’influenza di quest’anno. E in Emilia-Romagna, al Policlinico di Parma, è stato identificato il primo virus di ceppo B. A isolarlo le professoresse Flora De Conto e Maria Cristina Arcangeletti, insieme ai loro collaboratori nei laboratori di virologia dell’Azienda ospedaliero-universitaria parmense. L’impiego di tecnologie molecolari avanzate in uso all’unità operativa del Policlinico, insieme ai più convenzionali metodi di coltura dei virus, hanno permesso “una diagnosi rapida di infezione da virus influenza B” grazie a un tampone faringeo fatto a una bambina di sei anni.

La piccola era stata ricoverata nel reparto di Pediatria con febbre e mal di gola, per le quali si era pensato inizialmente a una “generica affezione dell’apparato respiratorio” e non a un “sospetto clinico di influenza”. Lunedì scorso, tra l’altro, la stessa equipe di virologi del Policlinico di Parma ha effettuato la diagnosi tempestiva di un caso di Dengue in un altro paziente, un bambino di ritorno da un viaggio nel sud-est asiatico. Questi risultati sono possibili “anche grazie al supporto della continua attività di ricerca condotta sui virus nel centro, che ha un’attività scientifica documentata da pubblicazioni su prestigiose riviste scientifiche”.

Il risultato, sottolineano ancora dall’ospedale di Parma, “è rilevante anche dal punto di vista epidemiologico, in quanto dimostra che la circolazione di virus influenzali non è strettamente limitata alla sola stagione invernale e ribadisce la necessità di attuare da parte degli specialisti controlli puntuali e di applicare metodi diagnostici sofisticati, in grado di permetterne il rilevamento in maniera precoce e accurata”. Come noto l’influenza, di specie A e B, nei Paesi a clima temperato in genere si diffonde in inverno. Ma “l’elevata variabilità dei virus influenzali, con possibilità di riassortimento genico favorito dal loro genoma segmentato- spiegano dal Policlinico- rende necessario un elevato grado di attenzione da parte degli scienziati specializzati in ricerche su tali agenti e del personale sanitario che si occupa del loro monitoraggio e della diagnosi, per la possibile emergenza di ceppi virali con nuove caratteristiche antigeniche, in grado di sostenere episodi epidemici di più vaste dimensioni e anche vere e proprie pandemie”.

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25 Settembre 2019
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