Agnese Moro incontra l’ex Br Faranda: gli anni di ‘piombo’ provano a diventare del ‘perdono’

Prova di dialogo 'riparatore' a Bologna nell'ambito dell'11esima edizione del festival Francescano. All'incontro parteciperà l'arcivescovo bolognese Matteo Maria Zuppi
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BOLOGNA – Disarmare il cuore e chiudere, grazie alle parole, una ferita aperta da 42 anni. Venerdì in piazza Maggiore due donne, vittima e responsabile, cercheranno di perdonare il passato che le vide, senza saperlo, opposte: la figlia dell’ex presidente Dc, Agnese Moro infatti incontrerà Adriana Faranda, ex Br coinvolta nel sequestro del padre, per portare avanti il percorso di ‘giustizia riparativa’ avviato anni addietro. L’incontro (il 27 settembre alle 18), arricchito dalla presenza dell’arcivescovo bolognese Matteo Maria Zuppi, avverrà nel corso dell’undicesima edizione del festival Francescano (dal 27 al 29 settembre), incentrato sul tema del dialogo.

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“Bisogna recuperare nella vita quotidiana, nella politica, la fiducia nella forza della parola”, dice Agnese Moro che da quel 16 marzo 1978, quando era solo 25enne, lotta per voltare pagina. Proprio quel giorno infatti il due volte presidente del Consiglio venne rapito in via Fani a Roma dalle Brigate rosse e poi ucciso dopo 55 giorni di prigionia in uno dei momenti più bui dell’intera storia repubblicana. Faranda svolse un ruolo chiave durante il sequestro ma si oppose all’omicidio dello statista. Nel maggio del 1979 venne arrestata e grazie alla “dissociazione” (ammissione delle proprie responsabilità senza denuncia di complici), beneficiò degli sgravi di pena: uscì in libertà condizionale nel 1994.

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Tra le curiosità: l’incontro tra le due donne si tiene a Bologna, non lontano quindi dal luogo in cui si tenne la ‘famosa’ seduta spiritica (il Comune di Zappolino, in Valsamoggia, nel bolognese) a cui partecipò Romano Prodi, all’epoca professore universitario, e in cui emerse il nome ‘Gradoli‘ associato alla prigionia del presidente Dc. Ma questa strana coincidenza non lo salvò.

L’incontro tra Agnese Moro e la ex brigatista Adriana Faranda in piazza Maggiore a Bologna è possibile solo grazie all’iniziativa di padre Guido Bertagna che, negli anni, ha organizzato vari incontri tra vittime e responsabili della lotta armata degli anni ’70. “Un percorso estremamente lungo, difficile e sofferto, ma anche ricchissimo di umanità, di stimoli e di riflessione”, racconta Faranda.

Al centro dei dolorosi incontri infatti c’è la ‘ricomposizione’ della frattura con il dialogo e il perdono, nella certezza che il fare giustizia non possa risolversi solamente nell’applicazione di una pena. “Se non c’è la giustizia riparativa il rischio è che le ferite restino aperte e che non ci sia ne’perdono, ne’ giustizia- ammonisce monsignor Zuppi- ed è sempre un pericolo, perchè vuol dire che i frutti terribili di quella stagione non sono ancora risolti”.

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Il dialogo e la comprensione sono il tema del festival Francescano che prende. spunto dalla visita di Francesco d’Assisi al sultano d’Egitto al-Malik al-Kamildi 800 anni fa. Durante la tre giorni che farà incontrare migliaia di persone a Bologna sono previsti confronti su numerosi temi: religione, cultura ma anche generazioni e genere. Tante anche le attività in piazza Maggiore, tra tutte spicca ‘la tenda dell’incontro‘ che, richiamandosi alla tenda biblica di Abramo, rappresenterà il “paradigma dell’ospitalita”. A cui si aggiunge, anche per quest’anno, la biblioteca vivente, attraverso la quale potranno essere presi in prestito “libri in carne e ossa” per superare i pregiudizi.

di Luca Gasperoni

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25 Settembre 2019
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