venerdì 11 Settembre 2026

Fa un caldo assassino: più di 35.000 morti in mezza Europa (senza contare agosto)

Le ondate di calore ormai non le contiamo più, e per le vittime abbiamo ancora dati parziali. Tra Germania, Francia e Spagna un'estate peggio di quella del Covid

ROMA – Trentacinquemila morti in più del previsto. In mezza Europa, e per metà estate. È il bilancio, ancora parziale, di un’estate di caldo assassino che non accenna a placarsi. Quattro ondate di calore consecutive, con la quinta già arrivata in queste ore nel sud Italia, hanno infranto ogni record storico.

Secondo le statistiche nazionali provvisorie, solo in tre grandi paesi dell’Unione Europea – Germania, Francia e Spagna – l’eccesso di mortalità ha già superato quota 25.000 decessi. Gli esperti avvertono che il conteggio finale salirà considerevolmente non appena verranno consolidati i dati relativi ad agosto.

Le ondate di calore che hanno investito l’Europa occidentale a partire da maggio hanno polverizzato i record storici registrati da centinaia di stazioni meteorologiche, con la Francia che ha toccato la temperatura media giornaliera nazionale più alta mai rilevata. In Germania sono stati registrati record termici per tre giorni consecutivi a fine giugno, con 46 stazioni meteorologiche che hanno superato i 40°. In Spagna, invece, le temperature si sono mantenute costantemente sopra i 42°. Gli scienziati concordano nell’attribuire al riscaldamento globale di origine antropica la crescente frequenza e intensità di questi eventi estremi.

Il bilancio più pesante arriva dalla Germania, che alla fine della scorsa settimana ha comunicato circa 14.000 decessi legati al caldo tra il 6 aprile e il 9 agosto. L’agenzia sanitaria pubblica Robert Koch Institute ha precisato che, nella sola settimana tra il 22 e il 28 giugno, sono morte 9.600 persone. Un confronto con i dati europei sulla mortalità in eccesso, raccolti sistematicamente dal 2008, rivela che l’unica altra settimana estiva con un tasso di decessi aggiuntivi così elevato risale a luglio 2022, quando il Covid-19 era ancora in piena diffusione.

Per la Germania si tratta della peggiore estate mai registrata in termini di decessi legati al caldo, un bilancio che supera nettamente il precedente record di 8.900 morti del 2018, considerando che, nelle estati normali, i decessi legati al caldo nel paese più popoloso dell’UE restano solitamente sotto i 2.000.

Anche la Spagna registra il proprio anno più tragico: secondo i dati del sistema di monitoraggio della mortalità dell’Istituto di sanità Carlos III, tra maggio e questa settimana si sono contati 4.947 decessi attribuibili al caldo, superando il precedente record di 4.520 vittime del 2022.

I diversi paesi europei adottano metodologie differenti per calcolare e presentare questi dati, spiega il Guardian. Spagna e Germania utilizzano modelli statistici per stimare in tempo reale i decessi legati al caldo, confrontando le temperature giornaliere con i tassi di mortalità osservati. Queste stime si rendono necessarie perché il caldo raramente compare come causa diretta di morte nei certificati: nella maggior parte dei casi, aggrava condizioni di salute preesistenti, portando la vittima a morire per infarto, ictus o insufficienza renale. L’attribuzione definitiva dei decessi può richiedere settimane, se non mesi, e molti paesi non hanno ancora pubblicato dati completi nemmeno per i primi giorni di agosto.

In Francia, dove oltre 500 stazioni meteorologiche hanno superato i 40°C e in un dato momento il 98% del territorio nazionale si trovava sotto allerta caldo, è stato pubblicato un primo dato sull’eccesso di mortalità “per tutte le cause”, in attesa dell’attribuzione definitiva. L’agenzia sanitaria nazionale ha comunicato la scorsa settimana 7.300 decessi in eccesso tra fine maggio e il 22 luglio, basandosi però solo su certificati di morte elettronici che coprono circa l’80% della mortalità totale. I dati di agosto restano ancora da elaborare.

L’Italia, dove il sistema nazionale di sorveglianza delle ondate di calore si basa su dati raccolti a livello comunale (con conseguenti ritardi significativi) ha finora fornito solo indicatori parziali in tempo reale, senza un bilancio nazionale consolidato. Le stime disponibili indicano circa 2.700 morti in eccesso tra il 22 e il 28 giugno, con gli epidemiologi che prevedono un bilancio complessivo compreso tra 5.000 e 8.000 vittime attribuibili al caldo una volta completata la registrazione ufficiale.

Anche altri paesi europei hanno già comunicato dati sull’eccesso di mortalità. Nel Regno Unito, l’agenzia per la sicurezza sanitaria ha stimato a luglio che le ondate di calore di maggio e giugno abbiano causato 2.877 decessi correlati al caldo solo in Inghilterra. Il Belgio ha registrato un aumento della mortalità del 39% tra il 18 e il 29 giugno, pari a 1.222 decessi in più, mentre i Paesi Bassi hanno contato almeno 900 morti in eccesso tra il 22 giugno e il 5 luglio.

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