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È morto Charlie Watts, storico batterista dei Rolling Stones

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Nato a Londra il 2 giugno 1941, è stato l’ultimo tra i componenti originari a unirsi alla band per rimanervi poi, fedelissimo, fino a oggi
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ROMA – Come una roccia che si sgretola, una pietra che non rotola più. È un pezzo fondamentale della storia della musica, una leggenda del rock, che se ne va, dopo aver accompagnato con la sua batteria, dopo aver dato ritmo a canzoni straordinarie dei Rolling Stones, come Love is strong, Sympathy For The Devil, (I Can’t Get No) Satisfaction, Paint It Black, la versione degli Stones della dylaniana Like a Rolling Stone. E solo per citarne alcune. Charlie Watts non ce l’ha fatta. Storico batterista degli Stones, che aveva raggiunto per ultimo nella formazione della band – era il 1963 – poche settimane fa aveva dovuto rinunciare, dopo 5 decenni a fare musica in giro per il mondo, a seguire la band in tour.

CHARLIE WATTS, LA MALATTIA

Operato d’urgenza a Londra, dopo che un controllo di routine aveva evidenziato un problema, infatti, l’80enne Watts si sarebbe dovuto fermare, saltando così 13 date del tour ‘No Filter’ negli Usa, previsto per settembre. Sarebbe dovuto quindi essere sostituito da Steve Jordan, batterista degli X-Pensive Winos, storico collaboratore di Keith Richards. “Per una volta, il mio tempismo è stato un po’ sbagliato”, aveva detto.

CHARLIE WATTS, DAL JAZZ AL ROCK: UNA VITA DEDICATA ALLA MUSICA

La passione e l’interesse per la batteria in Charlie Watts nascono grazie a un vicino di casa, Dave Green, un giovanissimo appassionato di rhythm and blues. È giovanissimo quando scopre la musica di Miles Davis e di John Coltrane, comincia quindi a interessarsi alle percussioni soltanto qualche anno più tardi, trasformando inizialmente un vecchio banjo in un tamburo rullante. Nato a Londra il 2 giugno 1941, Charlie Watts è stato l’ultimo tra i componenti originari a unirsi alla band. Inizialmente si fece le ossa nello straordinario ambiente blues della Londra dei primi anni Sessanta sotto l’ala protettiva di Alexis Korner, in quella autentica fucina di talenti che fu la Blues Incorporated. Fu solo nel gennaio del 1963 che si unì in pianta stabile alla band di Jagger, Richards, Wyman e Jones, per rimanervi poi, fedelissimo, fino a oggi. In svariate occasioni gli altri membri degli Stones hanno avuto modo di rimarcare come gran parte delle alchimie della band passino proprio attraverso il particolarissimo groove di Watts. In giovane età fu infatti più un appassionato di jazz, in particolare del drummer Chico Hamilton, tanto da affermare: “Non sapevo niente di R&B, per me il blues era Charlie Parker quando suonava lentamente”.

Dopo essere andato ad abitare con gli altri nel leggendario appartamento di Edith Grove, imparerà a conoscere il blues e il Rock ‘n’ roll, appassionandosi per DJ Fontana, batterista di Elvis, ed Earl Phillips, batterista blues di Chicago, tra gli altri con Jimmy Reed, vero e proprio nume tutelare della band. Riuscirà tuttavia a mantenere sempre quel tocco jazzato, quasi swingante, che lo renderà diverso, più raffinato, in un ambiente, come dice Richards, di “picchiatori”. Ed è proprio Keith Richards uno dei maggiori estimatori di Watts, tanto da ritenerlo “il miglior batterista con cui abbia mai suonato”. Ad ogni modo Watts continuerà a nutrire la sua passione per il jazz, avviando una serie di progetti extra-Stones in ambito jazzistico. Negli anni 80 fu in tournée con una big band, che annoverava tra i suoi membri Jack Bruce e Evan Parker. Nel 1993 fonda il Charlie Watts Quintet, mentre nel 2004 è la volta del Charlie Watts Tentet. Fino all’ultimo, Charlie Watts è stato al suo posto di batterista di quella che è stata chiamata la “greatest rock ‘n’ roll band in the world”, senza dare segni di cedimento.

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