Morte di Viviana e Gioele, “nessuna setta o rito occulto, la ‘Piramide della Luce’ è arte”

Lo precisa il comune di Motta D'Affermo in una nota: 'Piramide - 38° parallelo' "è solo una straordinaria forma d'arte ambientale"
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PALERMO – Il giallo di Caronia con la morte di Viviana Parisi e del piccolo Gioele Mondello ha fatto girare strane voci attorno alla ‘Piramide della Luce’, che sarebbe stata meta della dj di origini torinesi il cui corpo e’ stato ritrovato nei pressi dell’autostrada Messina-Palermo, ma ora l’amministrazione comunale di Motta D’Affermo, in cui ricade l’opera, prende carta e penna per smentire le notizie “approssimative, imprecise e tendenziosamente volte a suscitare – si legge in una nota a firma del sindaco Sebastiano Adamo – un interesse morboso su ‘riti misterici’, ‘sette sataniche’ e ‘raduni esoterici’“.

La nota fa chiarezza intanto sul nome dell’opera: “‘Piramide – 38° Parallelo’, un’installazione monumentale del grande artista contemporaneo Mauro Staccioli, voluta fortemente dal mecenate Antonio Presti, realizzata tra il 2008 e il 2009 con la collaborazione del Comune di Motta D’Affermo, integrata per volonta’ dello stesso Presti nel circuito di opere d’arte contemporanea denominato ‘Fiumara D’Arte'”.

Quella stessa Fiumara D’Arte che “per i suoi contributi di altissimo valore culturale e per le molteplici iniziative di promozione sociale intraprese dal suo ideatore e fondatore” e’ stata insignita “dell’apprezzamento ufficiale e pubblico – sottolinea la nota – del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi”, riconosciuta come “percorso turistico-culturale” da una legge regionale del 2006.

Il Comune evidenzia inoltre che la Piramide e’ sorta, secondo le intenzioni di Staccioli e Presti, come “segno artistico di bellezza, di concordia e di pace rispetto alla contrapposizione che, dall’altra parte del globo, sullo stesso tracciato convenzionale del 38° parallelo, vede ancora contrapposte le due Coree”.

L’amministrazione comunale spiega inoltre cosa sia il cosiddetto ‘Rito della luce’, che grazie a una feritoia nella Piramide si celebra annualmente in concomitanza con il solstizio d’estate e che raduna scultori, pittori, poeti, designer, attori, cantanti e intellettuali nella cittadina messinese.

Il Comune di Motta D’Affermo, le associazioni e i suoi cittadini, quindi, “respingono decisamente ogni illazione giornalistica volta a creare il sospetto, in forma velata o esplicita, su utilizzazioni o su frequentazioni della scultura in ambito di speculazioni esoteriche o di pratiche occultistiche”.

L’amministrazione comunale, che nella nota esprime “vicinanza e solidarieta’” alle famiglie Parisi e Mondello e che si riserva di intraprendere azioni legali qualora “illazioni e affermazioni non veritiere” dovessero ripresentarsi, spiega infine di “condividere e sostenere” l’operato e i “valori etici” del mecenate Presti, ribadendo che ‘Piramide – 38° Parallelo’ “e’ solo una straordinaria forma d’arte ambientale che riconcilia l’uomo con i valori universali incentrati sul rispetto della natura, della concordia tra i popoli, della bellezza e della conoscenza”.

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