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VIDEO | La psicologa: “Il counseling genitoriale è di supporto alla terapia dei bimbi”

Lo dichiara Carla Cioffi, neuropsichiatra infantile dell'Istituto di Ortofonologia (IdO), spiegando i benefici che l'intera famiglia puo' avere da questo tipo di trattamento
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ROMA – “Il servizio di counseling genitoriale e’ offerto ai genitori dei bambini che sono in terapia e tutti dovrebbero farlo perche’ e’ un supporto alla terapia stessa dei figli. Quella scelta per i bambini e’ ‘ad hoc’, ma lavorare anche con gli adulti e’ molto utile perche’, secondo le nostre indicazioni, aiuta ad indirizzarli al giusto approccio che devono avere nei confronti dei figli quando sono a casa”. Lo dichiara Carla Cioffi, neuropsichiatra infantile dell’Istituto di Ortofonologia (IdO), spiegando i benefici che l’intera famiglia puo’ avere da questo tipo di trattamento. 

Il counseling genitoriale e’ un intervento d’aiuto breve rivolto alla coppia e alla famiglia in generale, che mira a interrompere il perpetuarsi di situazioni disfunzionali e conflittuali. Un sostegno ai genitori per supportare i minori in terapia. “Il couseling- spiega l’esperta- e’ offerto sia alla madre che al padre. Nella prima seduta si fa una conoscenza e lo psicoterapeuta cerca di capire qual’e’ il vissuto genitoriale e qual’e’ la storia della coppia e del bambino. Poi- aggiunge Cioffi- si cerca di capire il tipo di famiglia. Ci sono grandi diversita’ da famiglia a famiglia, tutte nella norma, e poi ci sono quelle disfunzionali in cui non si permette una crescita adeguata dei bambini. C’e’ sempre stata una relazione tra i comportamenti dei genitori e i comportamenti dei figli– precisa la neuropsichiatra- si tratta quindi di un lavoro molto approfondito”.

L’equipe multidisciplinare dell’IdO offre in questo periodo di emergenza delle consulenze gratuite e mette a disposizione numerosi video tutorial per le famiglie di bambini e ragazzi affetti da disturbi globali e specifici dello sviluppo, disagio scolastico e psicologico, attraverso lo sportello ‘Ido con voi’ attivato nell’ambito della task force del Ministero dell’Istruzione in collaborazione con la Societa’ italiana di Pediatria (Sip). 

Per avere maggiori informazioni e’ possibile scrivere all’indirizzo [email protected] o tramite Whatsapp o sms al numero: +393450391519. 

Carla Cioffi fa parte anche dell’Associazione italiana per la sandplay therapy (Aispt) e utilizza l’approccio di tipo analitico che fa parte della psicologia del profondo junghiana. Ideata negli anni ’50 da Dora Kalff, analista svizzera, la sandplay therapy e’ un gioco con la sabbia che aiuta i bambini a esprimersi attraverso un percorso di immagini. “La sandplay therapy- approfondisce la neuropsichiatra- la fanno quei pazienti che, a un certo punto del loro percorso terapeutico, sentono il bisogno di accostarsi non solo alle problematicita’ della psiche ma anche a quelle della psiche in relazione con la materia. Nella sandplay therapy c’e’ psiche e materia insieme e va fatta all’interno di una psicoterapia verbale. Grazie alla disponibilita’ del setting si puo’ creare una propria immagine interiore. Quando si lavora su un’immagine- conclude Cioffi- si sa come si inizia ma non si sa mai cosa uscira’ fuori, perche’ e’ un qualcosa di sconosciuto che incomincia ad agire”.

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