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A Bologna va a fuoco lo stabile sgomberato di via De Maria FOTO

All'origine di tutto ci sarebbe un materasso che ha preso fuoco
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BOLOGNA – Questa mattina è scoppiato un incendio in un appartamento dello stabile di via De Maria a Bologna, sgomberato lo scorso ottobre.

A quanto si apprende, tre persone si sarebbero introdotte nello stabile (e di queste due sono state fermate dalla Polizia), ancora murato dopo lo sgombero. L’allarme, sempre a quanto si apprende, è scattato intorno alle 10.15, e a causa dell’incendio è stato evacuato il poliambulatorio Tiarini, che si trova proprio di fianco allo stabile. All’origine di tutto ci sarebbe un materasso che ha preso fuoco.

I PROPRIETARI: RIDATECI LO STABILE

Dopo l’incendio di questa mattina, i proprietari dello stabile di via De Maria a Bologna, sgomberato lo scorso ottobre, tornano a chiedere che la Procura riconsegni loro il palazzo “per demolirlo e poi ricostruire”.

A dirlo, parlando con i cronisti, è Enio Baschieri, uno dei due fratelli proprietari dell’immobile, che aggiunge sarcasticamente: “Se volete saperne di più su quello che è successo rivolgetevi alla Procura, perché in questo momento i proprietari sono loro”.

Sul posto è presente anche il consigliere comunale di Insieme Bologna Gian Marco De Biase, che assicura che “porteremo in Consiglio comunale quanto accaduto oggi, e chiederemo con insistenza che l’immobile venga restituito ai proprietari, in modo che si possano fare tutti i lavori necessari”.

Un passo assolutamente necessario, secondo il consigliere, che sottolinea che “se nel palazzo ci fossero state, ad esempio, delle bombole, le conseguenze sarebbero state gravissime”.

SOCIAL LOG: INCENDIO V.DE MARIA È RISULTATO SGOMBERO

L’incendio nello stabile di via De Maria a Bologna è “l’emblema della Bologna di oggi, dove la rigenerazione urbana è affermata dall’amministrazione a partire dagli interessi dei fondi speculativi e dei palazzinari”. Lo sostiene, in una nota, il collettivo Social log, che promosse l’occupazione abitativa conclusa con lo sgombero dell’11 ottobre.

Social Log è convinto è “se la giunta Merola si fosse interessata del territorio e dei suoi abitanti”, oggi l’edificio “non sarebbe avvolto dalle fiamme, ma avrebbe continuato a vivere in una bella esperienza di solidarietà sociale”.

Nel mirino del collettivo c’è, in primis, proprio il Comune, “responsabile delle decine di sgomberi e del ritorno all’abbandono di quote importanti di territorio bolognese, che come Ponzio Pilato delega alla Questura l’intervento su questioni sociali rilevanti“.

Ma Social log ne ha anche per i proprietari dell’edificio, e in particolare Enio Baschieri, che prima dello sgombero, “in combutta con la Procura, si appellava alla necessità di sgomberare la struttura”, che però, “posta sotto sequestro dai pm, venne restituita alla speculazione immobiliare e all’abbandono, fino all’incendio di oggi”. Per questi motivi il collettivo riafferma “la necessità di aprire una stagione di lotta e conflitto sociale, perché il disimpegno dell’amministrazione, e l’esclusiva tutela degli interessi di banche e fondi speculativi, non sono più ammissibili”.

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