Condannato l’erede dell’impero, Samsung trema

Lee è stato condannato per aver finanziato un'organizzazione no profit vicina al capo di Stato Park Geun-hye
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 Lee Jae-yong,ROMA – “Sentenza al ribasso per reati di corruzione” o, anche, “un verdetto che non condizionerà le quotazioni di Samsung“: sono alcuni dei titoli scelti dalla stampa sudcoreana dopo la condanna a cinque anni di carcere emessa oggi a carico di Lee Jae-yong, vice-presidente ed erede designato del colosso tecnologico.

A puntare sulla “condanna minima”, a fronte della possibilità che i magistrati infliggessero a Lee ben 12 anni di prigione, è il ‘Koreanyongang Daily’. Il ‘Korea Times’, un altro quotidiano in lingua inglese, punta invece sulle possibili ripercussioni del processo su Samsung.

“La condanna del vice-presidente non condizionerà le quotazioni” è il titolo del giornale. Al centro di articoli e ricostruzioni un processo che occupa da mesi le prime pagine. Lee è stato condannato per aver finanziato un’organizzazione no profit vicina al capo di Stato Park Geun-hye. Secondo i giudici, in questo modo il dirigente di Samsung avrebbe cercato di garantirsi vantaggi indebiti. La vicenda ha già portato alle dimissioni di Park dopo manifestazioni di piazza con pochi precedenti.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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