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Condannato l’erede dell’impero, Samsung trema

Lee è stato condannato per aver finanziato un'organizzazione no profit vicina al capo di Stato Park Geun-hye

Pubblicato:25-08-2017 09:53
Ultimo aggiornamento:17-12-2020 11:37

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 Lee Jae-yong,ROMA – “Sentenza al ribasso per reati di corruzione” o, anche, “un verdetto che non condizionerà le quotazioni di Samsung“: sono alcuni dei titoli scelti dalla stampa sudcoreana dopo la condanna a cinque anni di carcere emessa oggi a carico di Lee Jae-yong, vice-presidente ed erede designato del colosso tecnologico.

A puntare sulla “condanna minima”, a fronte della possibilità che i magistrati infliggessero a Lee ben 12 anni di prigione, è il ‘Koreanyongang Daily’. Il ‘Korea Times’, un altro quotidiano in lingua inglese, punta invece sulle possibili ripercussioni del processo su Samsung.

“La condanna del vice-presidente non condizionerà le quotazioni” è il titolo del giornale. Al centro di articoli e ricostruzioni un processo che occupa da mesi le prime pagine. Lee è stato condannato per aver finanziato un’organizzazione no profit vicina al capo di Stato Park Geun-hye. Secondo i giudici, in questo modo il dirigente di Samsung avrebbe cercato di garantirsi vantaggi indebiti. La vicenda ha già portato alle dimissioni di Park dopo manifestazioni di piazza con pochi precedenti.


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