Somalia, Said (blogger): “Il sindaco anti-terrorismo è nel mirino”

Ieri Omar Osman è stato ferito ieri dall'esplosione di una bomba, nel suo ufficio, che ha provocato almeno sette morti. È ricoverato all'estero, in Qatar
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ROMA – “Il sindaco di Mogadiscio è un laico, pro-italiano, deciso a sfidare il terrorismo, come ha dimostrato ancora pochi minuti prima di essere ferito in un attentato ricevendo l’inviato speciale delle Nazioni Unite per la Somalia, James Swan”: così all’agenzia ‘Dire’ Shukri Said, giornalista e blogger, sul primo cittadino Abdirahman Omar Osman. L’intervista è rilasciata poco dopo la diffusione della notizia dell’imminente trasferimento del sindaco all’estero, per essere sottoposto a cure mediche. Omar Osman è stato ferito ieri dall’esplosione di una bomba, nel suo ufficio, che ha provocato almeno sette morti, ed è ricoverato all’estero, in Qatar.

“La dinamica resta da accertare – riferisce Said – ma secondo prime indicazioni a far detonare l’ordigno sarebbe stata una donna che accompagnava una ragazza disabile e cieca, che il sindaco aveva aiutato”. La blogger ha incontrato Omar Osman solo il mese scorso, proprio nel suo ufficio, per un’intervista. “E’ un collega, giornalista e poi attivista a Londra per la comunità somala” sottolinea Said. “In seguito è stato chiamato dai governi di transizione a Mogadiscio ed era stato portavoce e ministro prima di essere nominato al governo della capitale e della regione circostante”.

Ancora pochi mesi fa, in collaborazione con il governo e la cooperazione italiana, Omar Osman ha promosso l’organizzazione di una mostra a Mogadiscio dedicata alla storia e all’architettura della città. All’inaugurazione, nel dicembre scorso, ha partecipato insieme con il vice-ministro degli Esteri Emanuela Claudia Del Re, allora in visita in Somalia. “‘Certo che gli italiani possono tornare‘, mi ha risposto ricordando gli anni dei suoi studi all’università e della conoscenza della lingua” dice ora Said.

Convinta che il sindaco stia contribuendo a una nuova consapevolezza della “sfida comune contro il terrorismo”, rappresentato da Al Shaabab, il gruppo islamista che ha rivendicato l’attentato. Il contesto, secondo Said, è segnato anche da ingerenze esterne, con forze interessate ad approfittare di una condizione di debolezza della Somalia. “A denunciarlo – sottolinea la blogger – è stato anche il ‘New York Times’, in un articolo che riferiva di un recente attentato nella città di Bosaaso come conseguenza di un conflitto geopolitico tra Qatar ed Emirati Arabi Uniti”.

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