Egitto, appello da Roma per le ragazze di Damietta: ‘Liberatele’

Tornano in carcere Habiba e le altre, nel mirino dal 2015
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – “Le ragazze devono uscire”: è l’appello, in arabo e italiano, lanciato a Roma da un gruppo di giornalisti e membri della comunità egiziana preoccupati per la situazione di 13 giovani, detenute senza processo da alcuni giorni nel carcere femminile di Port Said.  Le donne, hanno riferito i relatori della conferenza, hanno tra i 17 e i 23 anni: alcune di loro studiano, altre sono già madri. Il 5 maggio 2015, “dopo aver partecipato a una manifestazione a Damietta in cui chiedevano la liberazione di alcuni loro familiari, già arrestati dal governo di Abdel Fattah Al-Sisi, le ragazze erano state fatte scomparire, per poi riapparire solo il 9 maggio in un centro di detenzione non ufficiale” ha raccontato il giornalista Maaty El Sandoubi, che ha seguito la vicenda da vicino all’epoca dei fatti.

“Centri come quello non sono adatti a ospitare donne, non ci sono altre donne tra i detenuti né tra gli agenti” ha commentato Mokhtar Abdalla, pittore originario di Damietta e vicino alle famiglie di alcune delle arrestate: “Queste ragazze sono state minacciate di stupro e costrette a firmare la propria confessione, falsa, di fronte a un magistrato”.

Le giovani, secondo la ricostruzione dei relatori, sono state tenute in piedi per ore durante gli interrogatori e a due di loro, malate di cuore, sono stati negati medicinali salvavita. Nel 2015, dopo i quattro giorni di sparizione forzata, le ragazze erano state trasferite nel carcere femminile di Port Said: otto di loro erano rimaste li un anno, le altre alcuni mesi. Ora, oltre 12 mesi dopo l’inizio della prima udienza, il giudice ha ordinato nuovamente l’arresto preventivo per tutte, di nuovo a Port Said. Attraverso un messaggio consegnato a El Sandoubi e Mokhtar, i familiari delle ragazze hanno rivolto all’uditorio un appello: state al nostro fianco per liberare Esraa Farhat, Sara Ramadan, Fatima Ayad, Khloud Elfalahgy, Habiba Sheta, Aml Magdy, Fatima Turk, Maim Turk, Rawda Khater, Heba Abuessa, Maim Turk, Safaa Farhat, Aya Omar.
La conferenza si è tenuta nei locali dell’ong Engim-Formazione orientamento cooperazione.

Ti potrebbe interessare:

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»