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‘The Good Doctor’, 4,3 mln di spettatori per il secondo appuntamento: i perché del successo

Il disarmante chirurgo autistico fa innamorare patiti delle serie
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ROMA -“Cos’è il sarcasmo?”, chiede Shuan Murphy, lo specializzando in chirurgia protagonista della nuova serie Tv ‘The good doctor’ (di David Shore, ideatore di Dr. House), che il 17 luglio, al suo esordio su Rai1 ha spopolato, totalizzando in prima serata 5.230.000 spettatori e il 27.8% di share. Ieri sera al suo secondo appuntamento con il pubblico italiano, la serie non ha tradito le aspettative conquistano il 23.5% di share, con 4,3 milioni di spettatori incollai allo schermo.

Ma da cosa deriva un cosi grande successo? La sua peculiarità si chiama autismo, in particolare la sindrome di Savant (dal francese ‘idiot savant’, la prima definizione della sindrome di Asperger. Le persone che ne erano affette sembravano ‘idiote’ nel comportamento, ma in realtà erano avanti con l’intelligenza). Shuan non sa interpretare le persone, non riesce a capire se scherzano o se sono serie. Il suo sguardo sembra sempre fisso, ma in realtà vede un mondo tutto suo. Il suo è un funzionamento diverso, ma ci si affeziona da subito a lui. Non sa mentire, né sa essere empatico con chi lo circonda, pazienti compresi, eppure è un genio nella diagnosi. Vede quello che gli altri non riescono a vedere, anche se gli ‘altri’ sono chirurghi affermati. ‘The good doctor’ è un medical drama avvincente, che si svolge tra le corsie dell’ospedale californiano San José. Interessante la caratterizzazione del personaggio. “Alcuni tratti del protagonista sono ben rappresentati- conferma Elena Vanadia, neuropsichiatra infantile dell’Istituto di Ortofonologia (IdO) di Roma- ad esempio la difficoltà nel cogliere l’ironia, dunque le difficoltà socio-pragmatiche, o ancora lo sguardo sfuggente, la postura rigida, con le mani sempre vicine”. Emergono chiaramente le difficoltà di comunicazione, la scarsa flessibilità, la tendenza alla perseverazione: “Quando Shuan sta a casa si lava, fa sport, deve uscire, tutto è comandato dalla sveglia. Ogni volta che suona gli ricorda che deve iniziare o interrompere un’azione. Suona la sveglia e fa le flessioni, risuona e sa che dovrà andare a lavarsi i denti e poi a farsi la doccia, e così via”.

“Il giovane specializzando ha però una dotazione eccezionale relativa alla memoria visiva e alla capacità di elaborazione, che anche a causa del funzionamento atipico, risulta geniale. Una caratteristica che spesso gli autistici ad alto funzionamento hanno- ricorda Vanadia- ma che è evidentemente reinterpretata in termini cinematografici”. Nella serie Tv ci sono anche dei rimandi costanti alle sue esperienze emotive. “Emerge la cristallizzazione, ma anche la ripercussione che le emozioni vissute hanno sulla sua struttura di personalità. Emerge che le emozioni Shuan le prova e le rivive proprio come spezzoni di un film- sottolinea Vanadia- e non è in discussione che gli autistici provino emozioni. Ciò che è atipico è il modo di riuscirle a gestire e ad esternare. Così come lo scarso giudizio sociale, che gli fa oltrepassare i limiti del consentito”. Una delle particolarità delle persone con sindrome di Asperger è proprio nel “modo in cui utilizzano la loro intelligenza nell’approfondimento conoscitivo di aree o argomenti specifici. Se da un lato mostrano limitazioni nel comprendere in modo ampio gli aspetti della relazione- continua Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell’età evolutiva e direttore dell’IdO- dall’altra, per quanto concerne gli argomenti ad esempio scientifici di loro interesse, mostrano la capacità di aver presente ogni particolare e di raccordarlo con gli altri elementi della stessa area. Questo viene spesso indicato come una modalità ossessiva di conoscenza, ma di conseguenza consente la capacità di vedere aspetti, magari minori, tenerli presenti e raccordarli tra loro. Tale modalità, attuata in una valutazione clinica, risponde al loro funzionamento conoscitivo molto approfondito negli interessi e nel modo espositivo, a volte disarmante, che hanno”. Visto con questo occhio, anche critico oltre che di apprezzamento, “’The good doctor’ è una serie interessante. È chiaro che essendo un telefilm, va preso come tale”, aggiunge Vanadia.

La neuropsichiatra infantile precisa, inoltre, che “la sindrome di Asperger da manuale (DSM 5) non esiste più” e che l’alto funzionamento nell’autismo “si definisce con un Q.I. che rientra nella media. Non è detto, dunque, che chiunque abbia una diagnosi di Asperger abbia un talento che riesca ad esprimere nella realtà. Ci sono dei casi eccezionali, ma non necessariamente è così. Ci sono anche tante difficoltà e il funzionamento atipico richiede un grande sforzo adattivo. In Shuan la quota autistica, sebbene definita- constata Vanadia- appare più sfumata, mentre quella geniale è più accentuata”. Un cenno sull’importanza della figura del mentore, tutore o riferimento affettivo: il presidente dell’ospedale, dottor Aaron Glassman. “Ha un ruolo fondamentale in tutto l’arco della vita di Shuan. Nei momenti critici lui c’è e lo rispetta nella sua diversità- conclude Vanadia- ma con un rigore che solo chi si rapporta con un bambino e con un autistico in modo autentico può mantenere”.

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