Rai, Di Maio: “E’ pubblica solo quando servono i soldi del canone”

"Esiste una legge in Italia che impone ai dirigenti pubblici un tetto di 240.000 euro di stipendio. Ma in Rai si sfora allegramente", attacca Di Maio
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Il cavallo alato della RAI nella sede di Saxa Rubra

ROMA – “Questo mese paghiamo 70 euro di canone Rai, l’ennesimo balzello nella nostra bolletta elettrica. Molti cittadini, che dovranno affrontare questa spesa imprevista, si chiedono cosa stiano pagando con quei soldi. Di certo state pagando i maxi stipendi dei dirigenti. Esiste una legge in Italia che impone ai dirigenti pubblici un tetto di 240.000 euro di stipendio. In Rai si sfora allegramente”. Lo scrive su facebook Luigi Di Maio (M5s), vicepresidente della Camera.

Luigi Di Maio

E prosegue: “Qualcuno sostiene che i dirigenti Rai non siano dirigenti pubblici a tutti gli effetti. Quando gli servono i soldi del canone dai cittadini allora la Rai è pubblica. Quando vogliono sforare gli stipendi dei dirigenti, non lo è più. Questi numeri indecenti hanno un unico responsabile, che è il Governo Renzi. Lui li ha nominati e lui li ha lasciati lì dove erano. Questi dirigenti dovrebbero rientrare nel tetto previsto dalla Legge”.

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