martedì 11 Agosto 2026

Cooperazione e diritti umani, a Mawa Bamba e Aghele Mohammadi il Premio Bianca Pomeranzi

I riconoscimenti della terza edizione frutto di tesi di studio dedicate al ruolo delle donne e alle sfide della disparità di genere in Senegal e in Afghanistan

ROMA – Sono Mawa Bamba e Aghele Mohammadi le vincitrici della terza edizione del Premio Bianca Pomeranzi. Un riconoscimento, il loro, frutto di tesi di studio dedicate al ruolo delle donne e alle sfide della disparità di genere rispettivamente in Senegal e in Afghanistan.

La cerimonia di premiazione si è tenuta nella sede dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics). Ventinove le tesi in concorso per l’edizione di quest’anno. Nata in Italia da genitori ivoriani, cresciuta a Cuneo, Bamba ha ottenuto una laurea magistrale in Area and Global Studies for International Cooperation dall’Università di Torino con una tesi intitolata “Gendered Pathways to Development: Understanding the Role of Women in Agrifood Systems and Food Security in Rural Sub-Saharan Africa”.

È stata premiata con uno stage presso Aics, finanziato e realizzato in collaborazione con il Centre International de Hautes Etudes Agronomiques Méditerranéennes – Mediterranean Agronomic Institute (Ciheam) di Bari. Originaria della provincia afghana di Ghowr, ma costretta ancora bambina a trasferirsi in Iran, Mohammadi ha ottenuto una laurea magistrale in Local Development dall’Università di Padova con una tesi intitolata “Invisible Roads: Afghan Women’s Urban Mobility under Taliban Government”.

È stata selezionata per svolgere uno stage con Oxfam Italia, finanziato da European Women’s Management Development Network, delegazione di Roma (Ewmd-Roma), e Fondazione Rut. Durante la cerimonia sono state inoltre conferite menzioni speciali a Serena Garufo, per una tesi intitolata “Negotiating return after witchcraft accusations: an evaluation of reintegration projects in Northern Ghana’s witch camps”, e a Beatrice Quaglino, per lo studio “Accessibilità, ascolto e attivismo virtuale: un’etnografia digitale dei centri antiviolenza nel contesto urbano di Bologna”.

Menzione speciale anche per Chiara Porcheri, per il lavoro “Women empowerment in Morocco: the role of argan oil cooperatives”. Bianca Pomeranzi, scomparsa nel 2023, è stata una figura di spicco dell’impegno dell’Italia per i diritti umani nel mondo. Il Premio a lei intitolato è rivolto a giovani laureate in Scienze per la cooperazione allo sviluppo, Relazioni internazionali, Antropologia culturale ed etnologia e Honours Programme talenti e territori (Talete) che abbiano scritto una tesi incentrata sulle politiche e pratiche femministe e di genere in ambito politico, sociale, culturale, ambientale ed economico.

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