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Nuovo porto in Somaliland, tra Etiopia e Golfo Persico

PORTO SOMALILAND
Secondo il presidente Bihi Abid, diventerà un centro globale del commercio
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ROMA – Berbera diventerà “un centro globale del commercio e della logistica”: parola di Muse Bihi Abdi, presidente del Somaliland, dopo l’inaugurazione del terminal di un porto che si propone come snodo per l’export tra il Golfo persico e il Corno d’Africa, in particolare l’Etiopia.

Un memorandum d’intesa per investire un miliardo di dollari in dieci anni in un corridoio commerciale tra Addis Abeba e Berbera era stato siglato il mese scorso dal governo etiope con il gruppo Dp World, uno dei principali operatori di infrastrutture portuali al mondo.

Ieri alla cerimonia di inaugurazione hanno partecipato sia Bihi Abdi che il sultano Ahmed bin Sulayem, presidente e amministratore delegato di Dp World. In una nota il gruppo ha sottolineato che l’area del porto sarà organizzata sul modello di una zona economica speciale già esistente negli Emirati Arabi Uniti.

Dp World ha anche riferito che per l’ampliamento dello scalo di Berbera, ancora nel 2022, investirà fino a 442 milioni di dollari. Con l’inaugurazione del nuovo terminal la capacità annua dello scalo ha intanto raggiunto 500mila container (Teu).

Per l’Etiopia il nuovo corridoio rappresenta un’alternativa al porto di Gibuti, circa 250 chilometri più a nord-ovest, a oggi unico sbocco al mare per Addis Abeba. Il progetto a Berbera è stato finanziato anche dal Department for International Development (Dfid), l’agenzia per la cooperazione del Regno Unito: Londra ha detenuto un protettorato sul Somaliland prima che la regione divenisse indipendente e si separasse nel 1991 anche dal resto della Somalia, pur non essendo ancora oggi mai stata riconosciuta come entità autonoma dalle Nazioni Unite.

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