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Draghi: “Attenzione, la pandemia non è finita. Franchezza con la Russia, sui migranti serve armonia”

"Teniamo alta la pressione sui tamponi, continuiamo a farli perchè sono importanti per individuare nuove varianti e casi", dice il premier da Bruxelles
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ROMA – Dalla pandemia che “non è finita” al ruolo dell’Unione Europea nella gestione dei migranti, fino al rapporto con la Russia e alle prospettive economiche. In conferenza stampa, il presidente del Consiglio Mario Draghi fa il punto sui lavori svolti dal Consiglio europeo di Bruxelles.

Una riunione, quella di ieri sera, segnata dalle tensioni con il presidente ungherese Orban sul tema dei diritti ma anche dall’opposizione dei paesi nordici ad un vertice tra l’Unione Europea e il presidente russo Vladimir Putin. Dopo tre anni, però, i leader europei sono tornati a parlare, seppur per pochi minuti, di come gestire i crescenti flussi migratori verso il vecchio continente.

“PANDEMIA NON È FINITA, CASI REGNO UNITO LO DIMOSTRANO”

La pandemia non è finita, non ne siamo ancora fuori e lo vediamo dal Regno Unito che qualche settimana fa aveva i casi attuali della Francia e oggi 20 volte tanto”. Così il presidente del Consiglio Mario Draghi a Bruxelles per il Consiglio europeo.

La pandemia va affrontata ancora con determinazione, attenzione vigilanza. Teniamo alta la pressione sui tamponi, continuiamo a farli perchè sono importanti per individuare nuove varianti e casi” dice il premier che, sul pericolo della variante delta, aggiunge: “Dovremo aumentare la vigilanza, continuare la campagna vaccinale con determinazione e aumentare i test e il sequenziamento. Quindi, individuare i focolai e reagire subito. Il problema è vedere come la diffusione della variante stia creando incertezza nella ripresa economica. Non vogliamo trovarci in questa situazione. Così come in autunno, quando rinizieranno le scuole e il trasporto pubblico sarà pieno, non vogliamo ritrovarci come lo scorso anno. Anche perchè, dopo un anno, qualcosa avremo imparato…”.

“Sul green pass c’è una grande varietà di comportamenti con i Paesi terzi che chiedono condizioni che variano da Paese e Paese, serve maggiore coordinamento“, sostiene il premier. Sulla necessità di riformare l’Ema, invece, “c’è stata convergenza. E’ un aspetto molto complesso e l’ultimo anno ha visto difformità nei pronunciamenti dell’Ema rispetto alle autorità nazionali, ed esitazioni anche dovute al fatto che era una situazione che tutti apprendevamo in corso d’opera. Penso che l’Ema debba essere rinforzata per esercitare i poteri che le spettano”.

“Occorre un rinforzo e una riforma dell’Ema. Sui vaccini- aggiunge Draghi- la contestazione è stata che lo Sputnik non è riuscito ad ottenere l’approvazione dell’Ema e forse non lo sarà mai. Il vaccino cinese non è adeguato ad affrontare la pandemia, lo abbia visto da quanto successo in Cile”.

“MIGRANTI, DA CONSIGLIO UE CONDANNA A STRUMENTALIZZAZIONI POLITICHE”

“Il problema dell’immigrazione l’Europa deve affrontarlo possibilmente in armonia ma senza escludere accordi tra Paesi“, prosegue Draghi. “Nelle mani di alcuni governi le politiche di migrazione diventano sicuramente uno strumento di ricatto”.

L’obiettivo di oggi non era ottenere ottenere un accordo sui ricollocamenti dei migranti“, spiega il premier. “Oggi l’obiettivo era ottenere un coinvolgimento dell’Unione europea nelle zone che manifestano instabilità come il nord e centro Africa o la non solo confronti Turchia. Si tratta di un approccio complessivo che affronti le cause alla base della migrazione che rafforzi la capacità di questi Paesi nella gestione della migrazione, che rinforzi i controlli ai confini e assicuri il ritorno e la riammissione. Infine il Consiglio condanna i Paesi che strumentalizzano i migranti per ragioni politiche”.

“HO SOSTENUTO INCONTRO CON RUSSIA, TENTATIVO ANDAVA FATTO”

“Solo il tentativo di un incontro UE-Russia andava fatto. Ho sostenuto la necessità di farlo, i Paesi europei devono essere orgogliosi della manifestazione di forza che danno quando parlano tutti e insieme“, aggiunge ancora Draghi.

“La posizione italiana sulla Russia è quella discussa in altre occasione. Si tratta di un attore importante sul fronte economico e politico, non può che essere coinvolto nei negoziati. Al tempo stesso tempo dobbiamo essere franchi su ciò che non va: spionaggio, hackeraggio, disinformazione“. Insomma, ci deve essere “cooperazione e franchezza”.

“NO ACCORDO SU UNIONE BANCARIA, CON PNRR CRESCITA PIU’ ALTA DEI LIVELLI PRE-COVID”

Sull’Unione Bancaria non c’è stato accordo ed è meglio così. Non ci deve essere un accordo su termini per noi inaccettabili”. La mancata convergenza “non c’è stata solo con noi”, aggiunge Draghi che poi rassicura: “Il Pnrr e le politiche fiscali nazionali faranno aumentare la crescita. Questo ci porterà a un tasso più alto di prima della pandemia”.

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