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Fedriga: “Rendendo il vaccino obbligatorio si rischia che aumenti la resistenza”

massimiliano fedriga friuli venezia giulia
Il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e governatore del Friuli Venezia Giulia spiega che sarà necessario riprogrammare la campagna vaccinale
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TRIESTE – “Oltre le flessioni nella fornitura del vaccino Pfizer, abbiamo un combinato disposto, cioè l’impossibilità di utilizzare due vaccini, Johnson e AstraZeneca, per gli under 60. Legittimamente, la comunità scientifica si è espressa. Ma è chiaro che rispetto alle previsioni che ci facevano avere più di 20 milioni di dosi nel mese di luglio, abbiamo meno armi, quindi meno possibilità di vaccinare“. Così il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, intervenuto stamani alla trasmissione Mattino5 di Mediaset. “Credo che a livello nazionale dovremmo riprogrammare alcune prime dosi per spostarle più avanti, perché non ci sono vaccini sufficienti rispetto all’ipotesi fatte che davano a disposizione questi vaccini”, spiega Fedriga, dicendosi tuttavia fiducioso del fatto “che potremo confermare, come ha detto il generale Figliuolo, entro settembre il livello dell’80%”.

Oltre alla disponibilità di vaccini, secondo il presidente il secondo punto chiave è avere “chi vuole farsi vaccinare”. Quindi è fondamentale una campagna informativa, mentre Fedriga non vede con favore l’ipotesi dell’obbligo, avanzata dal capo del Comitato tecnico-scientifico Silvio Brusaferro. “Voglio credere che il convincimento delle persone sia l’arma vincente- sottolinea-. La mia preoccupazione è che qualora ci fosse l’obbligo, ci sia un effetto inverso, una resistenza ancora maggiore. Noi dobbiamo metterci d’impegno e lavorare insieme ai cittadini. Va bene i testimonial e le star- conclude il governatore-, ma dobbiamo far parlare la scienza, e l’appello è che la scienza parli con voce univoca”.

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