Tatuatore vittima innocente di camorra, confermato in Appello l’ergastolo per esecutore e mandante

Gianluca Cimminiello era morto il 2 febbraio del 2010 a Casavatore dopo caver realizzato un tatuaggio all'ex calciatore del Napoli Ezequiel Lavezzi
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NAPOLI – “La conferma dell’ergastolo da parte della Corte d’Assise di Appello del mandante e del coautore dell’omicidio di Gianluca Cimminiello, vittima innocente di camorra, é un forte ed importante segnale di giustizia”. Cosi’ il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, e l’assessora Alessandra Clemente che si é recata al Palazzo di giustizia per portare i saluti dell’amministrazione comunale alla famiglia Cimminiello.

Oggi é stato confermato in appello l’ergastolo per Arcangelo Abete e Raffaele Aprea, mandante ed esecutore materiale dell’uccisione di Gianluca Cimminiello – avvenuta il 2 febbraio del 2010 a Casavatore – dopo che il giovane aveva realizzato un tatuaggio all’ex calciatore del Napoli, l’argentino Ezequiel Lavezzi.

“Dopo 10 anni e mezzo dai fatti – aggiungono de Magistris e Clemente – alle sorelle di Gianluca, Susy e Palma, alla famiglia e alla città tutta, costituita parte civile nel processo per volontà dell’amministrazione, viene restituito e confermato, grazie al lavoro della magistratura e delle forze di polizia, il senso di riscatto grazie al quale istituzioni, associazioni, scuole, cittadini, movimenti ed operatori economici sono sempre più impegnati in prima linea affinché non accada ad altri ciò che é accaduto alla famiglia Cimminiello ed affinche’ – concludono – i sistemi di camorra e malavita non occupino spazi mortali per la vita del nostro territorio lavorando quotidianamente alla formazione delle giovani generazioni e a tutela della crescita e dello sviluppo della nostra amata città”. 

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25 Giugno 2020
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