Il Papa fa visita a Roma ai ragazzi del centro Osa: “Giornata in famiglia”

Milanese: "Nostro impegno perche' possano vivere una vita migliore"
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ROMA –  È stata una giornata speciale quella vissuta ieri, 24 giugno, presso il Casale 4.5 (via Ardeatina 1696, a Roma), cornice di un evento straordinario: la visita a sorpresa di Papa Francesco, accolto tra gli applausi e l’emozione di oltre 200 persone alle quali il Pontefice, una a una, ha stretto le mani e con cui ha brevemente dialogato. Emozionanti gli abbracci con i ragazzi del Centro diurno di via Majorana gestito dalla Cooperativa, accompagnati dalle famiglie e dagli operatori Osa. A fare gli onori di casa Luca Milanese, che ha dedicato il suo libro di poesie ‘Rime a sorpresa’ proprio al Santo Padre, e Giuseppe Milanese, presidente della Cooperativa Osa, che ha raccontato il progetto ‘Durante e dopo di Noi. Casa Osa’ a tutti.

Un progetto della Cooperativa Osa (Operatori Sanitari Associati) – racconta il sito – di housing solidale, rivolto alle persone con disabilità grave pensato per assicurare agli assistiti della Cooperativa OSA e alle loro famiglie un luogo in cui costruire un progetto di vita e di assistenza, anche quando sarebbero destinati a rimanere soli. “Abbiamo a cuore, da sempre, la felicità e il benessere dei nostri assistiti, oggi quasi 50.000 in tutta Italia- ha spiegato il presidente Milanese- Per i nostri ragazzi, alcuni di loro sono qui davanti a Lei, ci impegniamo ogni giorno affinché possano vivere una vita migliore, costruendo una propria autonomia, sostenuti dai loro cari e dagli operatori. ‘Casa Osa’ è un progetto di vita che stimola le emozioni, le attitudini, le relazioni e i desideri degli assistiti e che sostiene le famiglie il cui unico desiderio è quello di garantire un futuro dignitoso ai propri figli anche quando loro non ci saranno più”.

Significative le parole di Papa Francesco che ha ringraziato per questa “giornata in famiglia”, per questa “giornata di festa” incoraggiando tutti a “credere nei sogni e nella bellezza della vita in comunione con il Signore. Per pensare di portare avanti progetti come questo ci vogliono gioia, capacità di stupore. Bisogna essere aperti alle sorprese di Dio. Per capire Dio bisogna avere la capacità di andare oltre e di sognare, di non conformarsi con quello che è sicuro. I sognatori sono quelli che hanno scritto la storia. Grazie a voi che siete stati capaci di sognare con tutti quanti e di andare in fondo, stupendovi davanti al Dio delle sorprese. Grazie per questa bella festa in famiglia che per me è anche una festa della gratuità”.
Una giornata straordinaria vissuta da tutti come una domenica all’insegna della ‘normalità’ grazie alla semplicità e alla naturalezza con cui il Pontefice ha avuto una parola o una carezza per tutti.

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