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Dopo l’alluvione manca (anche) il foraggio per il bestiame: “Animali rischiano la fame”

Oltre ai frutteti campi distrutti, anche la filiera del foraggio è stata gravemente danneggiata dall'alluvione dell'Emilia-Romagna: gli ettari danneggiati sono almeno 40.000

Pubblicato:25-05-2023 12:09
Ultimo aggiornamento:13-06-2023 11:24

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BOLOGNA- Il 50% dell’intera area produttiva della filiera dei foraggi è stata colpita dall’alluvione: si tratta di non meno di 40.000 ettari danneggiati, per un danno economico che, calcolato in base ai parametri del ministero dell’Agricoltura, “non è inferiore a 80 milioni di euro”. Lo segnala Aife-Filiera Italiana Foraggi, che rappresenta il 90% della filiera. Il quadro, “ancora approssimativo”, lo dipinge Gian Luca Bagnara, presidente di Aife, che spiega: “La nostra è una filiera ad alto valore aggiunto che dovrà fare i conti non solo con la produzione dei foraggi e dell’erba medica in particolare, ma anche con quella delle sementi che vengono coltivate durante l’estate per non parlare dei mesi e degli anni a venire”. Altri problemi, preannuncia Bagnara, si manifesteranno con la difficoltà degli agricoltori a entrare nei campi, con la necessità di rinnovare gli impianti, bonificare il suolo con interventi mirati a garantirne la riossigenazione, riseminare per far ripartire le coltivazioni. “Non è quindi azzardato affermare che da questo punto di vista anche il 2024 sarà un anno fortemente compromesso“, anticipa il presidente Aife. Che continua: “Non dimentichiamo poi che rispetto ai nostri associati, dopo il primo taglio di erba medica che si è concluso nelle ultime settimane, l’inevitabile scarsità di foraggio che caratterizzerà i tagli dei prossimi mesi costringerà gli impianti di disidratazione e essicazione a ridurre l’attività pur in presenza di costi fissi che rimarranno inalterati. Non solo”.

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Le tante aziende zootecniche in collina dove le frane rendono inagibile l’accesso, poi, sono alle prese con “un dramma nel dramma: quello di non riuscire a garantire al bestiame la razione alimentare anche per la scarsità di prodotto disponibile“, avvisa allarmato Bagnara. Che conclude: “Tutto questo avrà inevitabilmente un impatto sui mercati che potrà solo essere negativo. Abbiamo davanti uno scenario tutto da costruire e al momento, attraverso la collaborazione di tutti i nostri associati, possiamo solo raccogliere le informazioni più puntuali e georeferenziate di tutta la filiera che trasmetteremo tempestivamente alle istituzioni e agli enti preposti per definire le azioni da intraprendere”.

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