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Legalità, le iniziative degli studenti da tutta Italia

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Il racconto in diretta durante la premiazione del contest 'Le scuole per la legalità' de La scuola fa notizia
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ROMA – “Siamo capaci di dire no, di capire il male, di non odiare, di rispettare la giustizia. Siamo capaci di costruire la bellezza, di ascoltare gli altri, di rispettare l’ambiente, di amare”. Così rispondo i piccoli studenti dell’istituto comprensivo ‘Rita Atria’ di Palermo alla domanda ‘cosa siete capaci di fare?’. Un quesito cui sono stati invitati a rispondere alla fine di un lungo percorso scolastico in memoria delle stragi di Capaci e di via d’Amelio. A raccontarlo all’agenzia di stampa Dire sono proprio i bambini e le bambine della scuola, nel corso della premiazione del contest ‘Le scuole per la legalità’ de La scuola fa notizia.

Il percorso intrapreso dall’istituto si è articolato in diverse fasi e ha visto i bambini farsi strada sulla via della legalità, prima con il ‘treno’ della legalità, poi con la riappropriazione di un marciapiede antistante la scuola. Prima dell’intervento dei piccoli studenti e delle piccole studentesse il marciapiede era pieno di spazzatura. Oggi ci sono i fiori e nessuno si è più permesso di gettare neanche una carta. Anzi, l’azione dei piccoli ha ispirato anche altri ad azioni di cura, a dimostrazione del fatto che il bene chiama il bene.

Alla premiazione in diretta sul canale Youtube di diregiovani.it partecipa anche, da Roma, l’Istituto comprensivo ‘Valente’. La dirigente scolastica Rosamaria Lauricella mostra in streaming le immagini della locandina per l’evento in occasione del 23/5 – la giornata della legalità – dal titolo ‘Palermo chiama, Roma risponde’. “Fino a due anni fa- racconta la dirigente– rispondevamo all’appello sbarcando a Palermo con la ‘Nave della legalità’. Da due anni siamo stati costretti a modificare la nostra partecipazione. Abbiamo organizzato da remoto un evento che ha visto la partecipazione di istituzioni e territorio. La rete è fondamentale per la diffusione dei valori della legalità”.

L’istituto, come racconta la professoressa Salerno, è per questo impegnato in percorsi interdisciplinari che mettono al centro educazione civica, cittadinanza attiva e legalità. “I ragazzi– spiega la professoressa- si sono impegnati a riqualificare alcune zone del proprio quartiere, facendo proposte concrete affinché il territorio, e il quartiere (Centocelle), possa finalmente adattarsi alle loro esigenze. Hanno disegnato un murale per il rispetto dell’ambiente – che vorrebbero replicare sulle mura scolastiche -, suggerito la possibilità di realizzare un orto botanico di quartiere“. Infine hanno scritto (ricalcando l’importanza di alcune parole chiave come libertà e diritti) una Costituzione d’Istituto: ‘l’ultimo libro del mondo’.

Intervengono in diretta anche due studentesse, Giulia e Margherita. “L’educazione civica– spiegano- serve a farci diventare cittadini digitali responsabili. Noi ci siamo impegnati nella realizzazione di un blog e di un decalogo di regole comiche e simpatiche per l’uso dei social media e internet. Il decalogo usa un linguaggio giovane. Quindi ci sono regole del tipo: ‘di bufale accettiamo solo le mozzarelle’, ‘pensa, prima di pubblicare, pensa’ e ‘fatti i dati tuoi che io mi faccio i miei'”.

Ancora una volta da Palermo, più precisamente dall’istituto ‘Sperone Pertini’, la preside Antonella Bartolo ricorda agli spettatori che “ogni giorno è il 23 maggio a Palermo. Il posizionamento contro la criminalità deve essere vissuto e interpretato ogni giorno”. E infatti il ‘Pertini’ quest’anno è stato impegnato nel concorso promosso dalla Fondazione Falcone. “Ai ragazzi è stato chiesto come si potrebbe fare a liberare l’Europa dalle mafie”, racconta la professoressa Terranova. “Sono quelle dei giovani le gambe su cui auspichiamo che gli ideali di Falcone e Borsellino continuino a camminare” conclude sempre Terranova.

La premiazione prosegue con gli interventi dei vincitori. Conquistano il podio Davide Benvenuto, Federico Davini, Giovanni Mozzati della classe 2B del liceo ‘D’Oria’ di Genova. Per oltre un mese sono stati impegnati nella realizzazione di un video servizio dal titolo ‘Il passato criminale, la confisca e una nuova vita la storia degli immobili genovesi sequestrati alla mafia’. Come scrivono nella premessa al video, la domanda cui hanno voluto rispondere con il servizio è ‘cos’hanno a che fare un avvocato, un commerciante e un parroco con degli immobili sequestrati alla mafia?’. A vincere anche Elia Canali del liceo ‘Minghetti’ di Bologna, con una riflessione su ‘Homo Sum’ di Maurizio Bettini.

E ancora, tra i vincitori, Angelo Cai e Paolo Picotti dell’istituto ‘Avogadro’ di Torino con un articolo dal titolo ‘Mafia e legalità’. Una menzione speciale va poi a Gabriella Corvaia del liceo ‘Machiavelli’ di Roma e alla scuola di legalità ‘Don Peppe Diana’ che da giugno scorso pubblica riflessioni e approfondimenti su questo tema.

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