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Perù, assalto di un gruppo armato in un bar: almeno 16 morti

L'aggressione è stata attribuita a una colonna del Partido Comunista militarizado del Perù (Mpcp), ritenuto da Lima il diretto erede del gruppo ribelle Sendero Luminoso
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ROMA – In Perù sarebbero almeno 16 le persone, tra le quali due minori, uccise in un assalto condotto da uomini armati in un bar della cittadina di San Miguel del Ene, nella provincia di Satipo della regione di Junin, circa 400 chilometri a est della capitale Lima in direzione dell’Amazzonia. A renderlo noto è stata la ministra della Difesa, Nuria Esparch. Nonostante non siano ancora pervenute rivendicazioni, l’aggressione è stata attribuita a una colonna del Partido Comunista militarizado del Perù (Mpcp), ritenuto da Lima il diretto erede del gruppo ribelle Sendero Luminoso, protagonista di circa 20 anni di conflitto con il governo tra il 1980 e il 2000. Il fondatore dell’organizzazione, Abimael Guzmán, attualmente detenuto in una base navale, non ha mai riconosciuto l’Mpcp. Questa organizzazione manterrebbe legami con il narcotraffico.

TROVATI SEI CORPI CARBONIZZATI

La ministra Esparch, parlando con l’emittente Rpp Television, ha fissato a 16 il bilancio dell’attacco dopo che le prime indiscrezioni avevano riferito di 14 e poi di 18 morti. La ministra ha detto che i corpi di sei persone sono stati rinvenuti carbonizzati mentre gli altri sono stati colpiti a morte da proiettili di armi da fuoco. La ricostruzione di Esparch è stata confermata dal comandante generale della Polizia Nazionale, César Cervantes, che ha riportato anche la presenza di tre feriti. Secondo Cervantes, l’agguato “ha tutte le caratteristiche di un attacco di Sendero Luminoso”. In Perù è previsto tra meno di due settimane il ballottaggio delle elezioni presidenziali. Tra i candidati anche Keiko Fujimori, figlia dell’ex presidente Alberto, protagonista della fase finale del conflitto contro Sendero Luminoso tra il 1990 e il 2000.

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