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‘Ndrangheta, arrestato in Brasile Rocco Morabito. Era il ricercato numero 2 dopo Messina Denaro

Il superlatitante era evaso dal carcere di Montevideo (Uruguay) nel 2019. Con lui fermato anche il broker del narcotraffico Vincenzo Pasquino
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REGGIO CALABRIA – I carabinieri del Ros, in collaborazione con il servizio centrale di cooperazione di polizia e con la polizia federale brasiliana, hanno rintracciato in Brasile, a Joao Pessoa, il super boss della ‘ndrangheta e narcotrafficante Rocco Morabito, originario di Africo (Reggio Calabria). Con lui è stato arrestato anche Vincenzo Pasquino (Torino), broker di cocaina al servizio della ‘ndrangheta. Entrambi erano inseriti negli elenchi dei latitanti di massima pericolosità e facenti parte del programma speciale di ricerche, stilati dal ministero dell’Interno. In particolare, Morabito era il ricercato numero 2 dopo Matteo Messina Denaro. In Italia è stato condannato a oltre 30 anni di carcere.

L’EVASIONE NEL 2019 DA UN CARCERE DELL’URUGUAY

L’attività svolta in sinergia tra i reparti dell’Arma, con le forze di polizia brasiliana, con il supporto dell’Fbi e della Dea statunitense è stata coordinata dalle Procure distrettuali di Reggio Calabria e Torino, con l’ausilio della direzione generale Affari internazionali e cooperazione giudiziaria del ministero della Giustizia italiano e del Dipartimento di Giustizia statunitense. Rilevante è stato in contributo informativo delle autorità uruguaiane. Rocco Morabito era evaso dal carcere di Montevideo nel 2019 nel quale era stato ristretto dal 2017 quando fu arrestato dai carabinieri e dalla polizia uruguaiana.

CAFIERO DE RAHO: “MORABITO È UN RIFERIMENTO INTERNAZIONALE DEL NARCOTRAFFICO”

“Gli arresti che sono stati eseguiti sono per noi di grandissima importanza. Rocco Morabito rappresenta un riferimento internazionale nel traffico di sostanze stupefacenti, condannato a oltre 30 anni in questo ambito dalle autorità giudiziarie di Milano, Palermo e Reggio Calabria”. Così il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho, nel corso della conferenza stampa relativa all’arresto in Brasile del latitante di ‘ndrangheta Rocco Morabito. Il narcotrafficante era già stato arrestato nel 2017 poi, poco prima della sentenza di estradizione, è riuscito a fuggire sottraendosi ad ogni controllo. “Essere riusciti poi ad assicurarlo alla giustizia è per l’Italia – conclude Cafiero de Raho – un importante gesto di cooperazione e collaborazione internazionale. Ringrazio tutti i soggetti che hanno contribuito a questa operazione”.

LAMORGESE: “RISULTATO STRAORDINARIO DOPO DUE ANNI DI COMPLESSE INDAGINI”

“Complimenti all’Arma dei Carabinieri e al Servizio per la cooperazione internazionale di polizia della Criminalpol per l’operazione, coordinata dalle procure antimafia di Reggio Calabria e Torino, che ha condotto all’arresto di Rocco Morabito nel nord del Brasile”. Lo ha dichiarato il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese. “Ancora una volta la determinazione, la dedizione e la professionalità di tutti gli investigatori coinvolti – ha sottolineato la titolare del Viminale – hanno consentito di assicurare alla giustizia, dopo due anni di complesse e articolate indagini, l’esponente di primissimo piano della ‘ndrangheta, considerato il secondo latitante più pericoloso dopo Matteo Messina Denaro, e insieme a lui, Vincenzo Pasquino, personaggio di spicco del narcotraffico internazionale e inserito nell’elenco del Viminale dei latitanti più pericolosi”. Lamorgese ha parlato di “un risultato straordinario che dimostra la capacità di magistratura e forze dell’ordine di contrastare in modo efficace la criminalità organizzata e le sue ramificazioni internazionali grazie alla proficua e intensa collaborazione di polizia sviluppata nell’ambito del progetto ‘I can’, promosso e finanziato dal ministero dell’Interno e condotto dall’Interpol per intensificare lo sforzo comune nella lotta alla ‘ndrangheta e a tutti i suoi interessi illeciti transnazionali”. Lamorgese ha sottolineato infine “l’impegno quotidiano concreto per garantire legalità e sicurezza”.

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