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Emergenza Covid e guadagni nella sanità privata: l’inchiesta il 25 maggio a Report

In sommario anche le alternative al fumo e la solidarietà limitata
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ROMA – Nella puntata di Report, in onda questa sera, 25 maggio, alle 21.20 su Rai3 si parla di guadagni nella sanità privata durante l’emergenza Covid. “Nel Lazio gli ospedali accreditati mangiano oramai la fetta maggioritaria dei fondi stanziati dalla Regione per la sanità: ai privati infatti lo scorso anno è andato il 54 per cento delle risorse. E con il coronavirus si sono proposti per gestire l’emergenza. Come il gruppo Angelucci”, si legge in un comunicato. “Report ha intervistato in esclusiva il capo del gruppo sanitario privato, Antonio Angelucci, parlamentare di Forza Italia. In Lombardia invece, l’inchiesta fa i conti in tasca ai principali gruppi privati, scoprendo che parte dei loro notevoli guadagni, senza essere tassati in Italia, finisce nei Paesi Bassi, dove il premier Mark Rutte è uno degli acerrimi nemici del nostro paese quando si parla di flessibilità sui conti. Il cantante e influencer Fedez rivela invece il retroscena inedito dietro alla donazione da 4 milioni e mezzo di euro fatta al San Raffaele di Milano. In sommario anche i “Segnali di fumo”. Dopo anni di lotta al fumo e diminuzione dei fatturati da sigarette tradizionali, le grandi aziende del settore hanno lanciato prodotti alternativi, tra cui quelli a tabacco riscaldato: gli HTP. Si assume nicotina ma senza combustione. All’apparenza gli HTP dovrebbero essere meno rischiosi per la salute, ma una relazione dell’Istituto Superiore di Sanità di cui Report è in possesso lo smentisce. Eppure l’Iqos di Philip Morris e gli HTP delle altre aziende sono sottoposti a una tassazione molto più favorevole delle sigarette tradizionali. Chi lo ha deciso? Perché? Report, insieme ad altri dodici media internazionali coordinati dal Consorzio di giornalismo investigativo OCCRP nel progetto “Blowing Unsmoke”, lo racconterà, anche chiedendo conto a quei centri di ricerca che dicono di combattere il fumo ma sono finanziati dalle industrie del tabacco. Bernardo Iovene infine racconta la “solidarietà limitata”.Con ordinanza della Protezione civile datata 29 marzo, il governo ha stanziato 400 milioni di euro per i Comuni italiani per erogare buoni spesa in favore delle famiglie più bisognose. L’Anci ha fissato delle linee guida abbastanza generiche sull’uso dei buoni. Di fatto, ogni Comune si è regolato un po’ come voleva. Il Comune di Ferrara ha inserito nei requisiti per chiedere il buono spesa l’obbligo della residenza, e ha dato priorità a chi ha la cittadinanza italiana o europea. Ultimi i cittadini extra-Ue, e solo con permesso di soggiorno di lungo periodo. Come se la sarà cavata chi è rimasto bloccato sul territorio comunale per il lockdown? E il Comune avrà speso per intero il fondo dello Stato?”.

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