VIDEO | 25 aprile, Conti (storico): “La sua eredità segna la strada per uscire dalla crisi”

Le parole dello storico Davide Conti, che interverrà anche nella piazza virtuale promossa dall'Anpi per il 75esimo anniversario della Liberazione
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ROMA – “Per la prima volta nella storia dell’Italia repubblicana il 25 aprile è costretto nel chiuso delle nostre case, in una dimensione privata che quindi limita il contesto e il complesso dei fattori valoriali che invece caratterizzano la data in cui si celebra l’insurrezione nazionale contro il nazifascismo. Il 25 aprile segna una linea di faglia, un momento di rottura che costruisce l’Italia nuova: da quella data storica traggono origine il 2 giugno del 1946, la nascita della Repubblica, e il primo gennaio del 1948, la promulgazione della Costituzione repubblicana”. A parlare con l’agenzia Dire della centralità del 25 aprile e della sua eredità oggi è lo storico Davide Conti, autore tra l’altro di Guerriglia partigiana a Roma (Odradek) e di L’Italia di piazza Fontana (Einaudi), che oggi interverrà nella piazza virtuale promossa dall’Anpi per il 75esimo anniversario della Liberazione.

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“Da quella data- spiega Conti- nasce anche un processo di lungo corso che per i decenni successivi caratterizzerà la costruzione dello Stato democratico e antifascista. I precetti, le indicazioni, e i valori fondamentali inclusi dentro la prima parte della Costituzione troveranno attuazione nel corso degli anni. Pensiamo allo Statuto dei lavoratori del 1970: a guidare le lotte operaie dell’autunno caldo del 1969, da cui lo Statuto dei lavoratori trarrà la sua origine, sarà il partigiano del Partito d’Azione Bruno Trentin, allora segretario generale della Fiom. Nel 1978 la partigiana Tina Anselmi da ministra della Salute promuoverà la riforma che istituisce il Servizio Sanitario Nazionale. Il diritto al lavoro e il diritto alla salute sono i due pilastri fondamentali del nostro vivere civile, che oggi riacquistano tutta la loro centralità dentro la crisi sanitaria determinata dal Covid-19″. E ancora: “Uno sguardo rivolto al passato, il 25 aprile e la sua eredità, e uno rivolto al presente e al futuro, l’unico possibile, l’unico praticabile per venire fuori dalle secche di una crisi dai contorni indefiniti. La Liberazione– sottolinea Conti- ha significato una profonda riforma della struttura dello Stato, una ridefinizione nella sfera pubblica nel diritto di cittadinanza. Ecco, il 25 aprile segna una linea di faglia, una rottura, e produce una spinta al progresso sociale, un’istanza di profondo rinnovamento. È lungo quella strada che deve essere percorsa l’uscita da questa crisi. Il 25 aprile rappresenta insieme l’eredità del passato e la prospettiva per il futuro, perché andrà tutto bene, ma solo ed esclusivamente se andrà bene per tutti”.

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25 Aprile 2020
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