Liberazione, corteo dell’Anpi a Roma: “Oggi è una Festa, no alle polemiche” FOTO

È partito con il coro di 'Bandiera rossa' il corteo dell'Anpi nella Capitale, in testa i partigiani romani che sorreggono lo striscione con la scritta 'I partigiani'
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ROMA – È partito con il coro di ‘Bandiera rossa’, in testa i partigiani romani che sorreggono lo striscione con la scritta ‘I partigiani’, il corteo dell’Anpi da piazzale Caduti della Montagnola, a Roma.

Alla manifestazione, diretta a Porta San Paolo dove ebbe luogo una delle battaglie più sanguinose della Resistenza per la Liberazione dal nazifascismo, partecipano centinaia di persone, tra bandiere dell’Anpi, della pace, di Rifondazione comunista e del nuovo Partito comunista – e anche una della ex Unione sovietica – della Fiom, della Fp Cgil e di tanti collettivi degli istituti superiori di Roma. Presenti anche i vessilli palestinesi, tanto contestati dalla Comunità ebraica di Roma che ha deciso anche quest’anno di non partecipare al corteo organizzando una propria manifestazione a via Cesare Balbo, sede storica della Brigata ebraica.

“OGGI E’ UNA GIORNATA DI FESTA”

“Facciamo questo corteo da tanti anni con grande spirito unitario. L’assenza del Pd? Non è una giornata in cui intendiamo fare polemiche, siamo qua per difendere la pace e la Costituzione, per combattere ogno forma di neofascismo e per chiedere la Medaglia d’Oro alla città di Roma per la Resistenza”, ha detto Fabrizio De Santis, presidente dell’Anpi Roma.

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La Comunità ebraica afferma che a Roma il corteo dell’Anpi sarebbe divisivo e che l’associazione non rappresenterebbe più i veri partigiani. “Oggi non rispondiamo, è una giornata di festa e non abbiamo bisogno di giustificare il significato dell’Anpi. E’ una divisione dolorosa, a parte la Comunità ebraica ci sono anche altri che vorrebbero che l’Anpi cessasse, ma noi andiamo avanti- ha replicato Fabrizio De Santis, presidente dell’Anpi Roma-. Il dialogo che noi vogliamo non si può fare tramite i giornali. Risponderemo quando riusciremo a sederci nuovamente al tavolo e esporremo punto per punto tutto quanto. Se 72 anni fa avessimo dovuto aspettare di essere tutti d’accordo su tutto…”.

Insomma, ha concluso il presidente dei partigiani romani, “vogliamo mantenere lo spirito unitario di questo corteo, manifestando con i cittadini, le associazioni, le istituzioni, i partiti democratici, i sindacati dei lavoratori e i movimenti, tutti coloro che non vogliono vedere annacquato il dettato costituzionale”.

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